Ospedale unico, lavori in ottobre. Firmato un protocollo per la sicurezza e contro il lavoro nero
ESTE. I lavori per la costruzione del nuovo polo ospedaliero della Bassa, fra Schiavonia e Ca'Oddo, inizieranno entro la fine di ottobre. Costeranno circa 150 milioni di euro. Il nuovo ospedale unico dell'Uls 17 sarà realizzato dalle imprese Sacaim di Mestre, Gemmo Impianti di Vicenza, Angelo Carron di Romano degli Ezzelini e Siram Spa di Milano.
Il progetto generale è firmato dalla società Steam, dagli architetti Striolo, Zublenat, Sanson, Milan, Favero e anche dalla Net Engineering, di Giovanbattista Furlan. Sarà il primo grande ospedale del Nordest ad essere realizzato con un protocollo d'intesa, firmato ieri nella sede dell'Uls di Padova, dal direttore generale Gianni Pavesi, dal vice prefetto Emanuela Milan, dal dirigente dello Spisal Franco Sarto, dai dirigenti delle aziende appaltatrice e dai segretari della Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, rispettivamente Marco Benati e Dario Verdicchio, Ruggero Albino e Gregorio Loreggian ed Omero Cazzaro. Un documento, al momento il primo in Italia, in cui i firmatari s'impegnano a rispettare tutte le norme nazionali previste in materia di sicurezza, lavoro regolare e qualità del fabbricato. Erano presenti pure il presidente provinciale dell'Ance, Renato Nicolini, il rappresentante della Camera di Commercio Guido Cassella, Andrea Caccavale della Sacaim e il sindaco di Battaglia Daniele Donà. Il protocollo è di 13 pagine. Le direttive più importanti riguardano i profili logistici del cantiere, tra cui le condizioni da garantire ai muratori in trasferta, la sicurezza, la formazione professionale, il rapporto tra gli appaltatori e i sub-appaltatori, il rispetto delle norme contrattuali. «Ma la novità più importante di questo accordo tra le parti è senz'altro la dotazione e la relativa timbratura del cartellino di riconoscimento che il datore di lavoro dovrà consegnare ad ogni dipendente, che, naturalmente, dovrà essere informato e formato sempre dall'imprenditore», sottolinea Marco Benati della Fillea. Molto soddisfatti anche i sindacalisti Ruggero e Cazzaro. «E' un protocollo di valore perché anche le imprese del settore s'impegnano a combattere il lavoro nero», osserva Cazzaro, segretario della Feneal. Molto apprezzato anche l'intervento del direttore generale Pavesi: «Siamo fieri di aver costruito questo protocollo, che va nella direzione indicata sia dalla Regione che dalle forze politiche ed istituzionali del territorio - spiega - Si tratta di un documento pilota che senz'altro sarà copiato nelle altre realtà del Veneto e del resto della penisola».
(Felice Paduano)