Oggi sciopero alla Glaxo e lavoratori in piazza sia a Verona che a Roma

Sciopero di 8 ore oggi alla Glaxo, indetto da Cgil, Cisl, Uil e dall'Ugl in concomitanza con l'incontro a Roma tra governo e parti sociali, dopo la decisione della multinazionale di chiudere il Centro ricerche di Verona e licenziare entro fine anno i 550 ricercatori che vi lavorano.
Lo sciopero, si legge in un comunicato congiunto, coinvolgerà tutti i lavoratosi di Gsk, Glaxosmithkline e gsm, Global Manufacturing & Supply di Verona e di ViiV, la nuova azienda creata da Gsk e Pfizer per farvi confluire i rispettivi farmaci per la lotta contro il virus dell'Hiv.
I sindacati hanno organizzato due presidi, uno a Verona, in piazza Dante dalle 9.30 alle 12 davanti alla prefettura e l'altro a Roma, davanti alla sede del ministero dello Sviluppo, sede del confronto tra governo e parti sociali dove i ricercatori dalle 16 effettueranno un sit-in di protesta.
«È necessario passare da un'impostazione politica di sostegno e tamponamento delle crisi industriali a una politica attiva ed efficace, costruita dal governo con iniziative, risorse, strumenti, luoghi di presenza e partecipazione per giungere a soluzioni condivise, finalizzate al rilancio delle attività industriali e produttive», sostiene in un comunicato il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, a proposito dell'incontro di oggi del ministro del Lavoro Claudio Scajola con i rappresentanti della categoria dei chimici di Cgil Cisl, Uil e Ugl.
«Il governo», afferma Sbarra, «è chiamato a realizzare sistemi di relazioni e comunicazioni con le grandi imprese multinazionali, come è il caso di Glaxo, per prevenire possibili fughe dal territorio italiano. Non è più accettabile la dispersione di esperienze professionali, attività di ricerca, produzioni, posti di lavoro».
«Il tavolo» sottolinea Sbarra, «dovrà produrre soluzioni credibili e chiare, finalizzate a impedire il blocco delle attività industriali e di ricerca della Glaxo, salvaguardando così il patrimonio di conoscenza, di sapere ed il lavoro degli oltre 500 ricercatori».

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