Oggi al Papa Luciani. Vivere con 500 euro: la Cgil chiama i nonni

Giovedì 17 Dicembre 2009, Padova - (F.Cass.) La crisi raccontata dai nonni, ma anche dai cassintegrati, dai precari e dai tanti lavoratori in difficoltà costretti ad appoggiarsi ai pensionati, "bastone della gioventù" in un mondo che ha cominciato ad andare alla rovescia. Far emergere le nuove pieghe della situazione sociale in tempo di crisi nel Veneto e formulare una serie di proposte è quanto si prefigge lo Spi Cgil che riunisce oggi circa 400 pensionati al Centro congressi Papa Luciani (inizio ore 9,30). Tra gli ospiti Carla Cantone, segretaria nazionale dello Spi Cgil ed Emilio Viafora, segretario generale della Cgil del Veneto, Andrea Castagna, segretario generale della Cgil di Padova, Pierangelo Spano, curatore dell'Osservatorio sui bilanci dei comuni Nobel e Maria Bezze, ricercatrice della Fondazione Zancan.
La drastica caduta di reddito si ripercuote, a cascata, sui nonni cui si chiede di rinunciare ad una parte di pensione per aiutare figli e nipoti in difficoltà. Ma le pensioni sono sempre più povere e sui 1.274.000 pensionati veneti, ben 521mila non superano i 500 euro mensili, mentre altri 283.000 non arrivano ai 750 euro. Complessivamente, solo 326mila (il 25%) superano la soglia dei mille euro.
Con pensioni così basse, il problema sta diventando davvero drammatico per i tanti anziani non autosufficienti o bisognosi di cure che possono contare sempre meno sull'aiuto dei propri familiari alle prese con un calo di reddito e difficoltà di lavoro.
Nel Veneto del 2000 si è insomma incrinato, e per la prima volta in modo così evidente, l'"ammortizzatore famiglia", quello su cui si è sempre contato per affrontare i momenti più duri.

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