Occupazione. Le altre sigle precisano: «Dal tavolo se n'è andata l'azienda, ma i lavoratori ci saranno». Trenitalia assume, sindacati spaccati
Occupazione. Le altre sigle precisano: «Dal tavolo se n'è andata l'azienda, ma i lavoratori ci saranno». Trenitalia assume, sindacati spaccati
La Cisl: «Cgil e Uil non firmano l'accordo, 35 dipendenti in forse»
VICENZA - E' rottura fra i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulle 35 nuove assunzioni che Trenitalia deve - o dovrebbe - fare a breve per le Grandi Officine di Vicenza. Fit Cisl da una parte, Filt Cgil e Uil Trasporti dal-l'altra: «Scandaloso, in tempo di crisi - dichiara Claudio Capozucca, Cisl - ieri c'è stato un incontro che doveva celebrare una giornata di festa, una ratifica delle 35 assunzioni, invece Cgil e Uil hanno fatto saltare tutto per un discorso di turni. Ora l'azienda ci ha detto che assumerà altrove». Le repliche non si fanno attendere: «Non abbiamo rotto nulla, è l'azienda che se ne è andata» precisa Vittorino Bettiol, Filt Cgil.
«Le 35 assunzioni vicentine ci saranno, non sono saltate - commenta Mirko Maule, Uil Trasporti - Sono previste da una trattativa nazionale, non è certo la Cisl di Vicenza a decidere, o noi, con un accordo locale».
La notizia dell'imminente ampliamento di organico all'Officina Grandi Riparazioni di Vicenza - nota anche come l'Arsenale - era stata diffusa nelle scorse settimane. Lo stabilimento berico, uno degli undici presenti a livello italiano, è fra i più avanzati: conta oltre 280 dipendenti ed è specializzato nella riparazione e manutenzione dei treni ad alta velocità, gli Eurostar modello Etr 500. Da alcuni mesi parte del lavoro viene suddiviso fra l'officina di Vicenza e una nuova struttura creata a Napoli: è «vicentino », per esempio, anche il Frecciarossa, uno dei gioielli delle ferrovie italiane.
«Lo scorso 24 novembre abbiamo avuto un incontro con l'azienda per ratificare le 35 assunzioni decise a livello nazionale, in quell'occasione noi abbiamo firmato con i sindacati Orsa e Ugl mentre Cgil e Uil hanno preso tempo - spiega Capozucca, referente della Fit Cisl per le ferrovie venete - ho dovuto faticare molto per ottenere un ulteriore incontro, quello di ieri. Sono molto amareggiato, non hanno firmato e non lo ha fatto neanche l'azienda, che chiede un'intesa unitaria. Gli altri sindacati hanno rifiutato l'accordo, che prevedeva pure reinternalizzazioni di lavori fatti fuori e 34 riqualificazioni professionali: si assumeranno la responsabilità morale delle mancate assunzioni, che l'azienda ci ha detto farà da un'altra parte». Per gli altri sindacati però la situazione è diversa. «E' stata l'azienda ad alzarsi dal tavolo - osserva Bettiol, Cgil - loro propongono 35 assunzioni ma noi ne chiediamo 58, come previsto dall'accordo nazionale. Chiediamo inoltre una gradualità per i doppi turni, previsti per i nuovi dipendenti. Che ci saranno, e saranno a Vicenza: stanno già facendo le visite mediche, a Verona e Bologna, inizieranno a lavorare da gennaio. Se poi il tavolo verrà riaperto, con un nuovo esponente della controparte visto che quello attuale è stato trasferito a Roma, noi continueremo a chiedere 58 nuovi contratti come previsto dall'intesa nazionale ». Più duro il referente della Uil Trasporti, Mirko Maule. «Le 35 assunzioni ci saranno, e saranno a Vicenza come ci è stato comunicato a livello nazionale. Non capisco come la Cisl vicentina possa millantare un credito sui nuovi contratti: si tratta di una trattativa fatta per tutto il Paese, che non decidiamo noi. Non abbiamo rotto alcun tavolo di trattativa, perché non c'era nessuna convocazione ufficiale di Trenitalia: quello di martedì era solo un incontro fra azienda ed Rsu».
Andrea Alba