Occupazione. I contratti di solidarietà all'azienda di Villaverla evitano licenziamenti tra i 280 operai

Occupazione. I contratti di solidarietà all'azienda di Villaverla evitano licenziamenti tra i 280 operai
Telwin dimezza l'orario ma salva i dipendenti
VILLAVERLA - Ore di lavoro dimezzate per tutti, per non licenziare nessuno e mantenere vive le professionalità presenti. Ma lo stipendio rimane (quasi) lo stesso. Succede a Villaverla, alla «Telwin Spa»: azienda con 280 occupati, fra i leader mondiali nella produzione di saldatrici, macchine da taglio e apparecchi per hobbystica. Considerato il momento di congiuntura internazionale e il forte calo d'ordini nel settore la direzione ha siglato nei giorni scorsi con i sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil un accordo per un «Contratto di solidarietà» per la maggior parte di impiegati e operai. «La cosa più notevole dell'intesa - sottolinea Stefano Chemello, della Fim - è che i dipendenti, pur prestando servizio per metà delle normali ore di lavoro riceveranno comunque circa l'80 per cento della retribuzione». La quota mancante infatti è coperta per il 60 per cento dall'Inps.
«Il 2007 per Telwin si è chiuso bene, con un fatturato superiore agli 85 milioni di euro - spiega Chemello - il bilancio 2008 non ci è ancora pervenuto, tuttavia sarà sicuramente in calo. A seguito della crisi da gennaio ad oggi anche Telwin ha visto una notevole riduzione negli ordini, abbiamo fatto un mese di cassa integrazione ordinaria fino ad aprile». In questi mesi però proprietà e sigle sindacali hanno studiato un sistema per superare la fase di congiuntura, nella speranza che duri il meno possibile, senza licenziamenti: «Si chiama "contratto di solidarietà", è disciplinato dalla legge 223/1991 e seguenti - precisa Chemello - in Telwin di fatto si avevano esuberi per 110 dipendenti: con questa soluzione si dimezza l'orario di lavoro di 230 su 280 occupati. Il contratto integra comunque con il 60 per cento del salario perso attraverso fondi Inps, senza imposizioni contributive e ogni addetto riceve in sostanza uno stipendio pari all'80 per cento del normale. Lo strumento è flessibile, l'orario può essere aumentato a seconda dell'esigenza dell'azienda». Soluzioni simili sono state adottate, nell'Alto Vicentino, anche alla «Valex » di Schio e alla «Laverda» di Breganze.
A pochi chilometri di distanza da «Telwin», davanti alla sede di «Stefani-Scm Group» a Thiene, ieri mattina i sindacati e i lavoratori dell'azienda hanno scioperato per quattro ore. «Stefani - spiega Carlo Biasin, Uilm - conta a Thiene 300 occupati e ha messo in atto un ciclo di cassa integrazione molto pesante che vede il 25 per cento dei dipendenti coinvolti già considerati come esuberi. Come sindacato non intendiamo accettare interventi volti alla riduzione della struttura». Nella giornata di oggi si sciopererà anche nel pensionato di Dueville: i dipendenti della casa di riposo, assieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, manifestano contro il licenziamento in tronco di una operatrice della struttura che vi lavorava da 20 anni, avvenuto nei giorni scorsi. Secondo le maestranze la direzione ha attuato il licenziamento senza motivazioni valide.
Paga più bassa. Pur prestando servizio per metà delle normali ore di lavoro in busta paga ci sarà circa l'80% della retribuzione
A.Al.