«Occupati stranieri, piccolo aumento»
«Occupati stranieri, piccolo aumento»
VENEZIA- I posti di lavoro prima ai veneti e agli altri solo quelli che rimangono? Programma buono per una certa politica, non certo per le aziende. Almeno secondo i dati di uno studio condotto a livello nazionale e disaggregato per regioni dalla Fondazione Leone Moressa, che fotografa una situazione che si commenta da sola. Fra il 2008 ed il 2009 nella nostra regione ci sono stati 9.355 occupati in più di nazionalità straniera e 56.843 lavoratori italiani in meno. Ogni sei licenziati italiani, cioè, si è assunto un immigrato, con una proporzione più accentuata rispetto a quella calcolata sugli stock dell'intero Paese, corrispondenti a 527 mila connazionali occupati in meno a fronte di contratti firmati da stranieri più numerosi di 147 mila unità. Comportamento in realtà generalizzato in tutta la penisola, con segni negativi su entrambe le colonne solo in Basilicata, Calabria e Molise, e con qualche italiano in più assunto solo nel Trentino Alto Adige. Le aziende, dunque, preferiscono inserire in organico cittadini stranieri e questo avviene, scrivono i ricercatori, nella quasi totalità dei settori economici.