OLIMPIADI 2020 Manzato: il progetto deve essere giudicato dall'intero consiglio del Comitato Giochi, pressing di Venezia sul Coni
Regione, Comuni e categorie economiche chiedono a Roma una scelta libera da influenze
Mercoledì 13 Gennaio 2010, Nazionale - Il vecchio detto "L'unione fa la forza" calza a pennello. Tutti uniti per un unico obiettivo: ottenere la candidatura italiana alle Olimpiadi 2020. Certo, non sarà facile, vista la concorrenza di Roma, ma quel che è più importante, dopo la "sinergia tra istituzioni" come i comuni di Venezia, Treviso, Padova e la Regione con la "benedizione" di Confindustria Veneto, è che ieri pomeriggio nella sede del Comitato Venezia Olimpiadi 2020 nel nuovo Palazzo della Regione, a due passi da Piazzale Roma, si è inanellato un altro successo tutto veneto. Un po' come i Cavalieri di Re Artù: tutti per uno, uno per tutti. Una vera e propria azione di lobby per «invitare» il Coni nazionale a giudicare, senza influenze e pressioni, il piano 2020.
E lo dice chiaramente il vicepresidente della Regione, Franco Manzato: «Dopo la riconsegna del dossier al Coni - dice - chiediamo che l'intero Consiglio nazionale dell'ente giudichi il nostro progetto. Siamo disposti anche a recarci a Roma con il sindaco Cacciari». Come dire: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Ma per un'azione di vera lobby, il Comitato diretto da Federico Fantini, con l'appoggio degli enti locali promotori, ha convocato ieri i rappresentanti delle Province e dei Comuni capoluogo del Veneto, ma anche i rappresentanti di categorie e sindacati. E da tutti, sia pure con qualche distinguo e qualche perplessità, è giunta un'adesione compatta, e in alcuni casi la volontà di conoscere subito se i singoli territori rientreranno o meno del progetto dei "Cinque cerchi". Ed è stato il caso di Belluno con il sindaco Antonio Prade, o i rappresentanti di Rovigo (Tiziana Michela Virgili per la Provincia; il sindaco Fausto Merchiori) che hanno chiesto al Comitato quali prospettive di sviluppo ci potranno essere per i loro territori. E così anche l'assessore comunale allo Sport di Verona, Federico Sboarina, che pur lamentandosi di come la città scaligera sia stata messa in disparte rispetto al progetto iniziale, ha ribadito l'impegno a collaborare per una candidatura unitaria. Identica la posizione dell'assessore berico allo Sport, Umberto Nicolai (è pure vicepresidente del Coni regionale), che ha confessato come Venezia "inizia a creare qualche timore a livello romano". Anche l'assessore provinciale veneziano, Raffaele Speranzon si è allineato alle proposte dei colleghi.
Sulla stessa linea Franca Porto (Cisl) che ha parlato di Olimpiadi come "generatore di utilità" per opere e occupazione, e di Federico Tessari (UnionCamere) che ha annunciato la piena disponibilità delle Camere di commercio del Veneto. «In questo momento - ha detto il sindaco Cacciari con il collega di Padova, Flavio Zanonato, l'assessore trevigiano allo Sport, Andrea De Checchi, e a Manzato - non dobbiamo dividerci, ma fare squadra. Fare in modo che sia una proposta condivisa da tutti perchè solo così potremo dimostrare la nostra forza».
Una condotta condivisa dal presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat: «Mi pare che le adesioni raccolte oggi - ha chiosato - siano state molto significative. Siamo veramente tutti insieme». E, tanto per non scherzare, un altro messaggio sta arrivando al Coni dal Veneto: sono scattati in questi giorni i sopralluoghi alle aree degli impianti. Lunedì è toccato a Padova e Treviso, ieri a Venezia. Oggi a Verona. Come dire: il "gioco olimpico" vale la candela.