OCCUPAZIONE. Secondo i dati dell'Agenzia regionale i licenziamenti eguagliano quelli del 2009. Veneto ancora in affanno
Un difficile 2010: in Italia la cassa integrazione registra un più 50 per cento, qui invece si è registrato un raddoppio
Anche nel 2010, in base ai dati dei primi nove mesi, la crisi continua a colpire il mondo del lavoro, e lo fa in Veneto in maniera molto più pesante rispetto alla media nazionale. È quanto emerge dal Report settembre 2010 sulle crisi aziendali divulgato da «Veneto lavoro», l'agenzia della Regione.
CASSA INTEGRAZIONE RECORD. Dai dati emerge che il numero di aziende e imprese coinvolte «è ancora elevato e, sostanzialmente, sui medesimi livelli dell'anno precedente». In particolare rispetto al 2009 risulta aumentato «il numero di imprese che hanno annunciato l'avvio delle procedure di crisi - scrive Veneto lavoro - mentre è rimasto pressoché costante il numero di lavoratori coinvolti»: c'è anzi un leggero calo. Il che significa che sono ora coinvolte imprese di minori dimensioni.
Stesso trend anche per le procedure di crisi terminate (quasi tutte con un accordo sindacale).
Come aveva già annunciato la Cisl, con settembre il Veneto ha superato per quest'anno la barriera dei 100 milioni di ore di cassa integrazione, trascinato in maniera preponderante, sottolineano gli esperti, «dalla cig (cassa integrazione) straordinaria dell'industria e dalla cig in deroga dell'artigianato».
In tutto l'anno scorso, il cosiddetto «nero 2009», il Veneto aveva registrato alla fine appunto dei dodici mesi un monte ore di 80 milioni, ma a colpire è soprattutto il parallelo con gli stessi nove mesi: nel 2009 si era a quota 50 milioni di ore, il che significa che per la nostra regione l'anno in corso sta registrando un raddoppio (esattamente si è al +98%) del ricorso alle ore di cassa integrazione.
A colpire, dalle tabelle curate da Veneto lavoro, è il raffronto con la realtà nazionale: in tutta Italia infatti questi primi nove mesi hanno visto un aumento del 50 per cento delle ore di cassa integrazione (da 614 milioni a 925). Insomma, la crisi di occupazione sta colpendo il Veneto con una dimensione doppia rispetto alla media nazionale.
LICENZIATI COME NEL 2009. Per quanto riguarda i licenziamenti, Veneto lavoro sottolinea che i numeri di gennaio-settembre 2010 sono di fatto stabili rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, sia per quelli collettivi che per quelli individuali, «con conseguente inserimento nelle liste di mobilità». In sostanza, nei primi nove mesi di quest'anno ci sono stati 7.500 licenziamenti «collettivi», cui se ne aggiungono altri 17.400. In tutto sono 25 mila persone in più collocate nelle liste di mobilità.
IN 10 MESI CHIUSE 155 AZIENDE. Altro dato che colpisce, tra fallimenti e chiusure decise dalle proprietà in questi nove mesi in Veneto hanno serrato i battenti 155 aziende (un centinaio di queste perché sono fallite). Sono altre 920 le aziende che hanno aperto procedure di crisi: poco meno della metà sono ditte metalmeccaniche, mentre per dimensioni nel 65% dei casi sono aziende di piccola-media dimensione.
Piero Erle