OCCUPAZIONE. A settembre massimo storico di ammortizzatori a livello regionale: oltre 9,2 milioni di ore. Cig da record in Veneto

Boom di ore di cassa integrazione straordinaria e ordinaria a Padova e Vicenza. Stabile invece a Verona. Soffrono edilizia e metalmeccanico

In Veneto la Cig (ore autorizzate) di settembre registra un aumento consistente rispetto ai precedenti mesi di luglio e di agosto: 9,3 milioni di ore di cui 5,9 nella gestione ordinaria. Un'ora e mezza ogni 10 richieste riguarda un impiegato (1 ogni 6 nella gestione straordinaria), segno che la crisi coinvolge sempre più l'insieme delle attività aziendali. Il totale delle ore autorizzate in questo solo mese è di poco inferiore al totale delle ore autorizzate in tutto il 2007 (10,7 milioni).
In questi primi 9 mesi dell'anno in Veneto vengono superate i 51 milioni di ore, poco meno del totale delle ore di Cig autorizzate negli ultimi 4 anni (2005-2008 = 54,2 milioni).
Molto diversificato è però l'andamento della Cig per provincia. Si riduce a Belluno e Venezia, stabile a Verona, in crescita a Rovigo e Treviso, boom a Padova e Vicenza dove torna ai livelli di luglio.
Il metalmeccanico rimane il settore con il maggior uso della cig con circa 29 milioni di ore richieste da gennaio a settembre (il 57% del totale). Il sistema moda, comprendendo anche la lavorazione delle pelli e le calzature nei primi nove mesi 2009 ha chiesto 6 milioni e mezzo di ore. Anche l'edilizia supera ogni record negativo con 4,7 milioni di ore rispetto ad una media negli anni precedenti, stesso periodo, di 2 milioni di ore.
Alle ore della Cig ordinaria e straordinaria si aggiungono quelle della Cig in deroga (piccole aziende, specie dell'artigianato) che, sulla base delle ultime rilevazioni regionali, ha superato i 22 milioni di ore richieste.
Sull'uso effettivo delle ore di Cig richieste dalle aziende sono disponibili due informazioni. Per la Cig ordinaria e straordinaria l'Inps rivela che, dato nazionale, l'uso è del 61% mentre per la Cig in deroga la Regione Veneto indica nel 56% la percentuale di utilizzo.
«Dobbiamo attrezzarci per convivere con una crisi lunga ed una ripresa lenta», ha commentato Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto. «Questo significa che avremo ancora molta cassa integrazione e molti cassaintegrati così come è destinato a crescere l'uso degli altri sussidi sostitutivi del salario, dalla indennità di mobilità alla indennità di disoccupazione: soprattutto dobbiamo pensare al fatto che, cosa di fatto nuova per la nostra regione, avremo anche disoccupati, cioè lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, per periodi di tempo lunghi con tutto ciò che questo comporta per loro, le loro famiglie e la vita sociale».
Per la Porto è indispensabile e prioritario operare, «con la massima intesa e sforzo comune delle parti sociali e delle amministrazioni locali, dalla Regione ai Comuni, per garantire ai lavoratori colpiti dalla crisi adeguati ammortizzatori sociali, sostegni pubblici ma anche lavori socialmente utili e politiche attive per il lavoro mentre alle imprese serve credito bancario e la messa in campo di tutte le risorse pubbliche per la realizzazione di opere infrastrutturali, grandi e piccole».