Nuovi poveri in aumento 830 famiglie si rivolgono al «banco» della Caritas

Nuovi poveri in aumento 830 famiglie si rivolgono al «banco» della Caritas
In tre anni sono triplicate le quantità di alimentari distribuite nel Feltrino Italiani in difficoltà tanto quanto gli stranieri

FELTRE. Tante, troppe persone non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Così anche la solidarietà è cresciuta per rispondere all'aumento esponenziale dei poveri, ormai senza più distinzione tra italiani ed extracomunitari, e anzi con questi ultimi che quando possono danno il loro contributo per gli altri. A raccontarlo è il responsabile della Caritas Rino Dal Ben, che analizza la situazione in vista della colletta alimentare.
Sabato toccherà ai cittadini trasformare la spesa in un'occasione di solidarietà, dai carrelli di supermercati e negozi alle tavole dei bisognosi. In base ai dati aggiornati, oggi si rivolgono alla Caritas 50 famiglie in più rispetto allo scorso anno, con un incremento da 780 al mese nel 2009 alle attuali 830. E' poi triplicata la distribuzione di derrate alimentari, passata da 18 quintali mensili nel 2008 ad una media di circa 60 nel 2010. «Sono aumentati i fruitori, ma è cresciuta anche la quantità di cibo per ogni nucleo, grazie alla generosità del Banco alimentare di Trento che ci fornisce un maggior numero di pacchi», spiega Dal Ben. «Distribuiamo gli alimenti anche ad una ventina di persone nel basso feltrino e ad altre tra Fonzaso e Arsiè, che rientrerebbero nella diocesi di Padova. Ma la carità non ha confini e riusciamo a far fronte alle domande». Purtroppo, in uno scenario di disagio diffuso, per orgoglio la necessità talvolta non viene palesata e «si fa fatica a intercettare chi ha bisogno». Da qualche mese poi, il venerdì dalle 16 alle 18 è presente all'ufficio Caritas il movimento Aiuto alla vita, che consegna omogeneizzati e altri prodotti per bambini piccoli come sostegno alle madri in difficoltà economiche.
Intanto, sabato torna in provincia la colletta alimentare organizzata dal Banco alimentare del Friuli. Saranno oltre 400 i volontari che presteranno servizio nei 33 punti vendita del feltrino che aderiscono, informando dell'iniziativa i clienti dei negozi. Hanno assicurato il proprio apporto gli alpini delle sezioni Ana, i gruppi di Comunione e liberazione, Caritas parrocchiale, Insieme si può, scout e altri. Sul tavolo c'è l'allargamento della soglia della povertà per colpa della crisi economica che continua a dissanguare il territorio. Il responsabile provinciale del Banco Gabriele Minesso si dice fiducioso sulla risposta della popolazione, a cui si chiede di donare prodotti come tonno, olio, pelati, legumi, riso, omogeneizzati, carne in scatola, e poi la pasta (l'alimento che fa sempre la parte del leone), il riso, lo zucchero, il latte a lunga conservazione. Il cibo sarà trasportato da sette furgoni prestati da aziende, associazioni ed enti, che porteranno tutto al magazzino Cassol di Santa Giustina. Dove oltre 50 volontari provvederanno a suddividere e stoccare i prodotti, che verranno infine inoltrati al Banco alimentare di Udine. In totale, aggiunge Minesso, «i gruppi caritativi bellunesi convenzionati con il Banco sono quaranta». Se è vero che nel momento di crisi la gente diventa più generosa, l'obiettivo è segnare un nuovo record della Colletta.

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