Nuove ferrovie e strade. Servono i privati: Roma offre in cambio i pedaggi

L'ultimo piano apre di più a Società di corridoio e "project financing" E tra i corridoi europei prioritari conferma anche la Valdastico nord

Serve una scossa per riuscire a costruire le nuove infrastrutture che garantiscano sviluppo all'Italia. E, anche se qualche risorsa in più è stata trovata - con la manovra di luglio è stato deciso di creare un "Fondo infrastrutture ferroviarie e stradali" con una dotazione di 930 milioni di euro per l'anno 2012 - bisogna cambiare strategia e trovare il modo di coinvolgere anche i finanziamenti privati. A costo di cambiare le regole stesse attuali: e così sarà fatto. È quello che emerge dal "Programma infastrutture strategiche" approvato dal Governo giovedì scorso.
CAMBIA LA LEGGE OBIETTIVO: OPERE "A LOTTI COSTRUTTIVI". Il programma è più che altro un "tagliando" per l'intero panorama delle infrastrutture italiane, come sottolinea il Governo stesso, che cita ad esempio la lunga lista di nuove strade (Pedemontana, Valsugana e così via) attese in Veneto. Ma dà indicazioni precise. Primo, indica la necessità di modificare la "legge obiettivo" di dieci anni fa: ad esempio il Governo punta a superare il "niet" di una singola Regione grandi opere che di fatto «producono vantaggi o svantaggi in territori più vasti" e annuncia: «Si ritiene che la Conferenza Stato-Regioni possa essere la sede dell' "intesa"». Non solo: per ridurre il "peso" sul debito pubblico, il Governo punta sulla «rateizzazione degli investimenti in infrastrutture attraverso il maggior ricorso alla logica dei "lotti costruttivi"». Le opere si realizzano a 'pezzi', piuttosto che lasciarle ferme.
CACCIA AL PARTNER PRIVATO: LO STATO GLI OFFRE I PEDAGGI DI AUTO E PASSEGGERI. Altra strategia sempre più delineata: coinvolgere investitori privati in forme di "Partenariato pubblico e privato". Già da tempo il Governo dichiara di voler coinvolgere i privati nel fare infrastrutture, ma per rendere "calde", cioè appetibili, opere e progetti che al momento sono "freddi" l'unica strategia, anche se impopolare, è quella di mettere in gioco i pedaggi da fissare e incassare da chi percorre un tratto autostradale, e così pure anche da chi utilizza una metropolitana o un treno. Proprio l'esperienza dell'Alta velocità e di «nuove forme di pedaggiamento» può produrre forme «di ulteriore liberalizzazione o di offerte di project financing per reti di Alta velocità di nuova realizzazione». Proprio quello, ad es., che gli Industriali del Veneto vogliono proporre per l'Alta velocità Verona-Padova.
SI PROCEDE PER "FAMIGLIE DI OPERE": SÌ ALLE SOCIETÀ DI CORRIDOIO. C'è un'altra svolta disegnata dal nuovo Programma, il passaggio dalle "singole opere" alle "famiglie di interventi" che messi assieme portano chiaramente a generare sviluppo economico e occupazione. In sostanza si mira a mettere assieme sia strade-ferrovie, sia aree logistiche (porti-interporti) sia insediamenti industriali, e per questo si apre la prospettiva di concentrare quei soldi dello Stato che sono disponibili nell'unico affidamento a "Società di corridoio" che gestiscano tutte assieme le concessioni per realizzare opere e insediamenti, creando quindi un ritorno economico per i fondi che gli stessi privati dovranno scucire.
IL PIANO ORGANICO DEL NORDEST. Non si procede quindi più per singole opere ma per "progetti organici territoriali": questo ha portato a identificare un piano Nordest, come ha reso noto giovedì il ministro Maurizio Sacconi, con l'indicazione (vedi grafico) dei suoi "sistemi metropolitani" e dei suoi capisaldi (aeroporti, porti, linee e strade). Il Governo addirittura ipotizza che per la ferrovia si possa «trasformare un asse ferroviario veloce in asse metropolitano di lungo raggio Milano-Brescia-Verona-Vicenza-Padova-Venezia-Trieste». E il Programma ribadisce che, facendo perno sugli interporti di Padova-Verona e sul porto di Venezia, è necessario «attivare concretamente il collegamento ferroviario ad alta velocità Verona-Venezia».
I CORRIDOI EUROPEI. C'È LA VALDASTICO. C'è in gioco anche l'Europa, ovviamente. E il Governo sottolinea che si sta rivedendo il programma delle reti trans-europee Ten-T con i relativi finanziamenti. A questo proposito sono stati introdotti «nuovi itinerari stradali» come la Pedemontana veneta (e lombarda). Ma spunta come "corridoio prioritario" anche l'autostrada Valdastico, intesa come collegamento stradale tra il corridoio 1 Berlino-Verona-Palermo e il corridoio 5 Milano-Venezia-Kiev. Anche sul fronte ferrovie, peraltro, il Programma strategico del Governo è chiaro: la priorità forte è ai binari del corridoio Nord-Sud, che passa per il tunnel del Brennero e per l'Alta velocità Monaco-Verona-Roma. Seguono quelli est-ovest Lione-Trieste e "Baltico", da Vienna a Venezia via Tarvisio.
Piero Erle

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