North Face, due anni di «cassa». Siglato l'accordo per 20 esuberi e per chi rifiuterà il trasferimento in Svizzera
North Face, due anni di «cassa». Siglato l'accordo per 20 esuberi e per chi rifiuterà il trasferimento in Svizzera
PEDEROBBA. Firmato ieri a Roma l'accordo per la cigs di due anni alla The North Face. Riguarderà 20-25 dipendenti che non rientrano né tra i 60 che resteranno a Pederobba né tra gli 80 da mandare nel Canton Ticino, cui si aggiungerà chi rifiuterà il trasferimento in Svizzera.
Partirà dal 3 maggio e proseguirà per due anni, riguarderà un minimo di una ventina di dipendenti che potrebbero però moltiplicarsi se sarà massiccio il rifiuto al trasferimento. A firmare l'accordo ieri a Roma c'erano il ministro del welfare Maurizio Sacconi, il sindaco di Pederobba Raffaele Baratto, l'assessore provinciale Denis Farnea, i sindacati, le rsu, i rappresentanti della multinazionale americana. E' l'atto finale dell'accordo che era stato raggiunto una settimana prima in comune a Pederobba e che aveva scongiurato la cessazione dell'intera attività della The North Face a Pederobba. Tre mesi prima infatti la multinazionale aveva deciso di chiudere la fabbrica di Pederobba e trasferire tutto all'headquarter di Lugano, operazione motivata con la necessità di fare sinergia con gli altri brand del gruppo presenti nel Canton Ticino ma favorita dalle agevolazioni fiscali del progetto «Copernico». Tale operazione aveva spinto sulle barricate lavoratori, sindacati e istituzioni e alla fine era stato trovato un compromesso: una parte dell'attività, con 60 dipendenti, sarebbe rimasta a Pederobba, gran parte dei reparti sarebbero stati trasferiti a Lugano e assieme a loro 80 dipendenti, i rimanenti 20 diventavano degli esuberi e per loro ci sarebbe stata la cassa integrazione. Stesso destino per chi, e potrebbero essere parecchi, rifiuterà di andare a lavorare nel Canton Ticino. «Non posso dire di essere felice - commenta il sindaco Raffaele Baratto - ma sicuramente sollevato per i risultati che assieme abbiamo voluto e saputo raggiungere». «Come amministrazione provinciale - aggiunge l'assessore Denis Farnea - siamo soddisfatti di come si è conclusa una vertenza difficile per le condizioni iniziali in cui era stata posta. Siamo riusciti a chiudere un accordo che da un lato mantiene un presidio occupazionale a Pederobba, dall'altro garantisce a tutti i lavoratori strumenti di ammortizzazione sociale di ampio respiro e un forte piano di ricollocazione favorendo nuove opportunità di lavoro ai dipendenti».
(Enzo Favero)