Nonostante i crac finanziari, nel 2008 rendimenti superiori a chi ha lasciato il tfr in azienda

«Pensioni più magre dal 2009» Il fondo Solidarietà Veneto: lavoratori, pensateci per tempo
Ricostruire la fiducia, oltre a costruire una pensione decente. Il fondo Solidarietà Veneto cerca di ripartire dopo un anno disastroso dal punto di vista delle iscrizioni (poco più di un migliaio, che hanno portato il totale a sfiorare quota 45.400).
I numeri del rendimento dei soldi investiti dai lavoratori, però, sono tutt'altro che disastrosi. «Anche chi ha scelto il comparto a maggior percentuale azionaria - dice il direttore del fondo, Franco Deotti - ha chiuso l'anno guadagnando di più di chi ha lasciato il suo tfr in azienda: in media, 480 euro in più». La spiegazione è semplice: per chi aderisce al fondo, oltre al rendimento delle azioni/obbligazioni, ci sono il contributo dell'azienda, altrimenti perso, la deduzione fiscale sul contributo versato dal lavoratore e la tassazione agevolata sul tfr versato al fondo, ovvero 15% contro il 23% se lasciato in azienda». Ora la vera battaglia è rendere chiaro tutto ciò, sgomberando il campo dal "terrorismo psicologico" provocato dall'anno orribile della finanza, con i vari crolli Lehman Brothers, Fannie Mae eccetera. «Nel comparto con più alta percentuale azionaria, ovvero il "dinamico", un lavoratore medio ha perso 260 euro sui rendimenti finanziari, compensati però dallo sconto fiscale e dai contributi dell'azienda. Alla fine, rispetto a chi ha lasciato il tfr in azienda, ci ha guadagnato 480 euro. Nel comparto "prudente", questo guadagno arriva a 825 euro».
Nei giorni scorsi si è tenuta l'assemblea per l'approvazione del bilancio (le contribuzione lorde nel 2008 hanno sfiorato i 90 milioni di euro, il patrimonio complessivo supera i 250 milioni). Ora Solidarietà Veneto prosegue con la propria campagna informativa, «con un buon motivo in più - spiega il direttore - perché con i nuovi coefficienti di calcolo, da dicembre le pensioni caleranno attorno al 7%. Chi le dice, oggi, queste cose? Nessuno, se ne parlerà magari a dicembre. I lavoratori devono saperlo da subito, e pensare al loro futuro aderendo a un fondo». (f.p.)