«Non ci sono alternative al piano Alcoa per Fusina»
«Non ci sono alternative al piano Alcoa per Fusina»
MARGHERA. La Fiom-Cgil ha ribadito mercoledì scorso, nell'assemblea indetta all'Alcoa, il suo no alla fermata del Primario di Fusina e all'accordo proposto dalla multinazionale dell'alluminio. Non la pensa così, invece, la Fim-Cisl che per bocca del suo segretario veneziano, Gianni Fanecco, sostiene che ci sono «buone ragioni per firmare l'accordo per Fusina» nel nuovo incontro previsto domani a Roma nella sede del ministero dello Sviluppo. «Il piano che ci è stato illustrato a Palazzo Chigi lunedì scorso - spiega Fanecco - prevede che a Fusina gli impianti di fusione verranno messi in manutenzione in attesa di poter ottenere a prezzi più contenuti l'energia anche a Fusina che non beneficerà del decreto legge valido solo in Sardegna. Ciò non comporterà alcun licenziamento e nessun ricorso alla cassa integrazione. Per i 180 addetti alla fusione di Fusina si prospettano tre diverse soluzioni: l'impiego nelle manutenzione degli impianti, il passaggio al laminatoio o l'incentivo per le dimissioni volontarie e il prepensionamento. E' prevista anche l'assunzione a tempo indeterminato di 40 lavoratori precari». «A Fusina, inoltre - continua il segretario della Fim - Alcoa investirà 25 milioni di euro per potenziare il laminatoio. Ci sono, quindi, i presupposti per una ipotesi di accordo da sottoporre alla valutazione dei lavoratori. L'alternativa è la perdita definitiva della produzione di alluminio». (g.fav.)