«No ai licenziamenti all'Eurografica» I lavoratori sono scesi in strada per manifestare contro l'annunciata chiusura

«No ai licenziamenti all'Eurografica» I lavoratori sono scesi in strada per manifestare contro l'annunciata chiusura
Sabato 11 Luglio 2009, Martellago - (ndr) "No ai licenziamenti!". Con questo slogan, con lo striscione che ricordava che la fabbrica ha "40 anni: la stampa a Martellago deve rimanere", duemila volantini con altri due numeri, 37, le persone che resteranno a casa, e 45, l'età media, "giovani per la pensione, vecchi per trovare nuova occupazione", ieri mattina i dipendenti di Eurografica sono scesi in strada per manifestare contro la chiusura dello stabilimento che stampa libri d'arte, già Mondadori e ora della Lego. I lavoratori, in sciopero per 4 ore, hanno attraversato la Castellana sulle strisce davanti al municipio e "volantinato" al mercato: due ore, recando disagi minimi al traffico, anche se con qualche tensione, con un autista Actv, con intervento di vigili e carabinieri. Una mobilitazione contro la procedura di mobilità partita mercoledì (durerà 75 giorni) agli inizi: martedì sciopero totale e alle 14 personale a Unindustria per il primo incontro sindacati-azienda. "La decisione di chiudere è un fulmine a ciel sereno: si specula sulla crisi. Il gruppo ha difficoltà ma dei 5 stabilimenti questo è quello che va meglio: lavoro ce n'è, di notte, di domenica, con straordinari, è stato ventilato il rafforzamento del centro stampa, su 13 settimane di Cig concesse a Lego ne è stata fatta una, hanno pagato il premio produzione..." lamentano Francesco Palmieri (Slc), Marino Agostini e Michele Carraro (Rsu). Ribadendo le accuse che sotto vi sia un'operazione speculativa della proprietà "per vendere il sito con sopra una licenza commerciale". "Per i lavoratori, molti qui da una vita, è tragica. C'è rabbia - spiega Agostini (ieri un dipendente ha avuto un malore finendo all'ospedale) - "Ci sono persone monoreddito, con figli, mutui: si troveranno in strada. Solo 5-6 sono vicini alla pensione: a 35-45 anni dove troviamo un nuovo posto?". Vedi il caso (sono tanti) di Luciano Garbin, di Maerne, 45 anni, figlia di 11, moglie in Cig. "Se l'azienda resta sulle posizioni niente trattativa - concludono Palmieri e Carraro - Chiediamo la verifica su tutto il gruppo (866 dipendenti) per vedere i problemi e se con delle politiche di accompagnamento alla pensione e altri ammortizzatori si può trovare, come crediamo, una soluzione. La fabbrica non deve chiudere. E vogliamo capire quanto è fondata la disponibilità del titolare di prendere nei siti di Marano Vi e Vicenza (a 90 e 70 km) le persone disposte a muoversi". A portare solidarietà ai dipendenti, che pur di non chiudere hanno proposto di rinunciare a un mese di stipendio, il sindaco Brunello, il senatore Stradiotto, assessori, consiglieri: oggi i capigruppo redigeranno un odg in loro sostegno diretto a Ministro del Welfare, sindacati e al titolare Giulio Olivotto. Che per poco non ha incrociato la manifestazione, avendo avuto un incontro col sindaco alle 12. "Volevo esporgli il mio punto di vista - ha detto - L'editoria è in crisi: nel 2008 Lego ha chiuso in rosso, nel 2009 sarà peggio, meno 30% solo come lavoro. L'unica è ridurre la capacità produttiva del gruppo per siti produttivi: devo chiudere Martellago. Ora è l'unica cosa concreta, il resto è conseguenza. Non sono un pescecane. Cercherò di vendere il sito, non per speculare ma per ripianare il buco dell'azienda. E anche se ci perderò la soluzione ideale per me è che arrivi uno "Zio d'America" a continuare l'attività: cederei subito. Ma in questo momento sarà dura".

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