«Niente bolletta alle fasce più deboli». Cgil, Cisl e Uil chiedono l'esenzione dell'acqua per i redditi fino a 8500 euro l'anno
«Niente bolletta alle fasce più deboli». Cgil, Cisl e Uil chiedono l'esenzione dell'acqua per i redditi fino a 8500 euro l'anno
BELLUNO. «Niente bolletta dell'acqua per i più poveri»: questa la richiesta che Cgil, Cisl e Uil hanno rivolto sia all'Ato sia al Bim Gsp, come proposta di interventi a sostegno al reddito per chi è in difficoltà.
L'istanza è unitaria da parte delle segreterie dei tre sindacati, che hanno spedito una lettera sia al Bim-Gsp, sia all'Ato presso la Provincia di Belluno.
Le organizzazioni sindacali provinciali chiedono che i nuclei familiari più indigenti, già da quest'anno, siano totalmente esentati dal pagamento della bolletta dell'acqua e che per questa manovra sia preso come punto di riferimento il reddito di 8.500 euro all'anno. E chiedono che siano considerate valide le certificazioni disponibili nei Comuni.
La proposta mira ad andare incontro a coloro che, con un basso reddito, non riescono ad arrivare alla fine del mese: anziani con la pensione sociale per esempio (in provincia comunque le pensioni sono le più basse del Veneto), ma anche gran parte dei lavoratori che si è ritrovata in cassa integrazione oppure in mobilità per la crisi che ha colpito il Bellunese dall'anno scorso a questa parte. Crisi che ha decimato piccole e medie imprese, costrette a fare ricorso agli ammortizzatori sociali disponibili.
La chiamata in causa dell'Ato viene tra l'altro all'indomani della paventata possibilità di coprire il «buco» milionario di Bim-Gsp, con un rialzo del 5% delle tariffe dell'acqua. E si sottolinea come in provincia si pagano le tariffe più alte del veneto: a livello nazionale Belluno è 38esima.
Ma «l'acqua è un bene comune» scrivono i sindacati nella lettera, un bene che oggi viene gestito dall'associazione dei Comuni della provincia riuniti in Consorzio.
Un altro motivo per cui si potrebbe andare incontro alle fasce più deboli di popolazione sta nel fatto che «con le ultime finanziarie alcuni interventi per il sostegno ai nuclei in crisi non sono più stati confermati», come ad esempio il buono famiglia. E la provincia di Belluno in Veneto è quella «dove maggiore è l'incidenza della popolazione anziana». Nel Bellunese, poi, non esistono agevolazioni tariffarie per certe categorie: altrove sì. (cri.co.)