Nell'anno della crisi ottimo trend per l'azienda alimentare. Valin, assunti 10 operai. È tra i leader mondiali nella produzione di patatine e snack

Nell'anno della crisi ottimo trend per l'azienda alimentare. Valin, assunti 10 operai. È tra i leader mondiali nella produzione di patatine e snack
Mercoledì 7 Aprile 2010, Belluno - Nell'anno della crisi economico-finanziaria, il 2009, la Valin di Pieve d'Alpago ha saputo andare contro corrente. Non attivando alcuna ora di cassa integrazione e anzi assumendo, a tempo indeterminato, 10 persone (passando così da 51 a 61 dipendenti). E decidendo di investire, nel giro di 3 anni, 5 milioni e mezzo in ricerca e innovazione.
Un'azienda, quella di Paludi, che appartiene al gruppo Pavan di Galliera Veneta, che negli anni ha saputo contraddistinguersi, a livello internazionale, per le apprezzate qualità nella produzione di pasta precotta (soprattutto lasagne) e di snack in pellet semilavorati. Intendendo, con quest'ultima definizione, tutto ciò che appartiene alla famiglia delle patatine da aperitivo e antipasto.
«La nostra azienda - spiega l'amministratore delegato Mauro Costa - è tra i leader nel mercato americano e in quello giapponese nell'esportazione di lasagne. E lo è anche, in tanti paesi, di snack semilavorati che vendiamo ai grossi marchi del settore che poi ne completano la preparazione dando loro le proprie caratteristiche peculiari. Come ad esempio un gusto particolare: si pensi alla cipolla o alla paprika».
Una realtà di spessore che, come sottolinea l'ad Costa, punta sempre più alla qualità. «Trattando un prodotto considerato "junk food", di ridotta qualità alimentare, sempre più le nostre ricerche si stanno rivolgendo ad aumentarla: ad esempio riducendo il contenuto di sale e di olio e incrementando invece l'apporto di vitamine». Da qui l'impiego in tre anni di 5 milioni e mezzo di investimento all'insegna delle parole d'ordine "ricerca e sviluppo".
«Delle nuove linee produttive che abbiamo in mente - conclude Costa - potrebbero implicare un ulteriore aumento di personale, già aumentato da 51 a 61 per far fronte al cambio dell'organizzazione del lavoro che da 5 giorni settimanali è ora passato a 7».
Soddisfatto Riccardo Bernard, segretario provinciale della Fai-Cisl. «Notizie così positive - commenta - non possono che far piacere. Tanto più in una fase di così numerose difficoltà che sta attraversando il mondo imprenditoriale e occupazionale della provincia di Belluno».

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