Nel ricco Veneto ci sono 250 mila poveri. Allarmante rapporto Caritas-Zancan: la percentuale di indigenza è salita dal 4,4 al 5,5% in un anno
VENEZIA Tra il 2009 e il 2010 nel Veneto l’incidenza della povertà relativa è passata dal 4,4% al 5,5%, registrando un significativo incremento. È quanto emerge dal nuovo rapporto Caritas-Zancan su povertà ed esclusione sociale in Italia: «Poveri di diritti», presentato ieri. Se la povertà a livello regionale è rimasta sempre al di sotto dei valori riferiti all’Italia e a quelli relativi alle regioni del Nord, nel 2010 si è verificata una inversione di tendenza: il valore del Veneto è superiore a quello medio del Nord. Nel 2010 la povertà ha interessato circa 100 mila famiglie e 250 mila persone. Il Rapporto 2011 propone un’analisi della spesa dei comuni per la povertà e il disagio economico. In vista del nuovo assetto federalista, che prevede un riequilibrio delle risorse e il superamento delle divergenze territoriali, diventa fondamentale avere chiaro il quadro della situazione per capire dove intervenire. I comuni del Veneto, e le altre istituzioni pubbliche delegate a gestire i servizi sociali, destinano più di un terzo (36%) della loro spesa sociale per sostenere le persone e le famiglie in difficoltà economica e quelle povere. Nel 2004 erano 146 milioni di euro (pari a 31 euro per abitante), nel 2005 quasi 181 milioni di euro (38 euro pro capite), nel 2006 poco più di 176 milioni (37 euro per abitante), 159 milioni nel 2007 e 195 nel 2008 (ultimo dato disponibile), pari a 40 euro pro capite. La spesa a sostegno delle persone e famiglie con disagio economico ha registrato un trend crescente tra il 2004 e il 2006, un calo significativo nel 2007 (-14%) e un incremento altrettanto significativo (+26%) nel 2008, toccando il massimo del periodo considerato, 163 milioni di euro, 33,51 euro per abitante. La spesa destinata in modo specifico ai poveri negli ultimi 5 anni è rimasta stabile in termini di incidenza sulla spesa sociale complessiva, attestandosi sul 6%. Tra chi vive in una condizione di disagio e di povertà, ci sono dei gruppi che sono più supportati e altri meno. La spesa per contrastare il disagio economico, in tutti i 5 anni considerati, è destinata soprattutto ad anziani, famiglie e minori e disabili. Non ci sono differenze solo nel valore pro capite, ma anche nell’incidenza sul totale della spesa sociale. Questa varia tra il 22% del bellunese e il 51% dei comuni della provincia di Padova. «È una crisi che non ha più riguardi per la geografia - commenta il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato - e che anche a Nord, anzi a Nordest, semina vittime e paura. Costringe i comuni a destinare il 36% della spesa per assistenza sociale all’emergenza e non all’aiuto che sarebbe necessario per ridurre la povertà. Si fa quello che si può, senza una strategia condivisa e proprio per questo, i risultati non si vedono».