NUOVE SFIDE. Convegno di Mcl con Api e Cisl
«Economia sociale? Lavoratori coinvolti nelle aziende»
Partecipazione e nuova economia sociale: una sfida aperta che interessa i lavoratori e le aziende. È un tema di forte attualità quello che il Movimento cristiano dei lavoratori ha proposto ieri ai suoi iscritti e a tutti i cittadini veronesi. Al convegno, fortemente voluto dalla presidente Anna Maria Leone, hanno partecipato Arturo Alberti, presidente di Apindustria, Massimo Castellani, segretario generale della Cisl e Noè Ghidoni, vice presidente generale Mcl.
La professoressa Simona Beretta, docente di Economia internazionale all'Università Cattolica di Milano ha introdotto i lavori delineando i tratti economico-sociali dell'attuale situazione occupazionale italiana. In particolare ha posto l'attenzione sia sullo stato occupazionale della popolazione attiva, in calo, che sulle imprese presenti sul territorio. «In Italia - ha sottolineato la docente - si contano quasi 66 imprese ogni mille abitanti: valore tra i più elevati in Europa, anche se si tratta di attività produttive di ridotte dimensioni. Nonostante le specializzazioni settoriali dell'economia italiana siano simili a quelli della Germania, le dimensioni sono molto diverse. In Germania prevale la grande impresa, mentre in Italia le realtà produttive sono assai contenute».
Ma la limitata dimensione delle nostre aziende facilita una maggior partecipazione dei lavoratori e possiamo ancora dire, come ha chiesto Andrea Domaschio, caporedattore di Radio in Blu-Cei- e moderatore della tavola rotonda che per le nostre aziende «piccolo è bello?». «Le imprese veronesi e, in generale quelle del Nord-Est,- ha evidenziato Alberti- contano tra i 10 e 15 dipendenti. Questi numeri ridotti ci consentono di essere più attenti alla persona e ai suoi bisogni e spesso la tua impresa è una vera comunità».
«Il vero salto culturale -ha ribadito il segretario della Cisl veronese - è considerare i lavoratori non come antagonisti all'impresa, ma come soggetti compartecipi alle sorti delle aziende. Dobbiamo mettere in campo, a ogni livello, gli strumenti della democrazia economica quali la contrattazione, la bilateralità, il concorso alla gestione dell'impresa, all'azionariato e agli utili».
«Del resto- ha concluso Ghidoni - l'articolo 46 della Costituzione riconosce il diritto dei lavoratori "a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende"». M.F.