NODI. Il monito degli imprenditori. Carlo Veronesi: «Ma Verona in Veneto deve contare di più»
NODI. Il monito degli imprenditori. Carlo Veronesi: «Ma Verona in Veneto deve contare di più»
«La politica copi dalle imprese. Progetti, tempi certi e costi»
Bauli: «Investire sulla conoscenza». Vicenzi: «Il nodo dei risparmi»
Idee chiare, fatti e soprattutto tempi certi. E una politica capace di prendere dal mondo dell'impresa soprattutto la concretezza, ma anche di valorizzare il peso specificio e il ruolo di Verona nello scenario italiano ma anche regionale. Sono alcuni auspici degli imprenditori e degli esponenti di categorie economiche sulla scia degli indirizzi partiti dall'assemblea svoltasi all'aeroporto Catullo.
«La relazione del presidente Bolla è incentrata tutta sul futuro, sul gettare il cuore oltre l'ostacolo», dice l'imprenditore dolciario Alberto Bauli, presidente della Banca Popolare di Verona. «Ha cercato di convincere che la progettazione è alla base di tutto», aggiunge Bauli, «e questo è un concetto mutuato dall'impresa. La lezione al mondo politico è che bisogna predisporre progetti e poi calcolare tempi e costi. In un mercato globale, poi, è necessario investire sulle infrastrutture materiali e tecnologiche. Infine, il settore manifatturiero può crescere non tanto aumentando la forza lavoro e il capitale, ma investendo sulla conoscenza».
L'imprenditore nel settore agroalimentare Carlo Veronesi auspica inoltre risposte più efficaci dalla politica. «La relazione del presidente Bolla mi è piaciuta molto per la sua concretezza», commenta, «meno mi sono piaciuti certi commenti di politici. Io mi aspetto da loro che considerino Verona una provincia del Veneto, non un territorio marginale rispetto alla nostra regione».
Giuseppe Vicenzi, imprenditore dolciario, si dice colpito «dal dato fornito dall'economista Fitoussi, il quale ha detto in assemblea che per l'80 per cento delle persone è in calo il potere d'acquisto. Credo l'economia debba ripartire proprio da questa situazione». Giovanni Rana, imprenditore alimentare, valuta la crisi economica anche da un punto di vista non del tutto negativo: «Certamente ha cambiato i rapporti sociali», dice, «ma forse ci ha costretti a essere più guardinghi ed economi. E forse il culmine della crisi è già passato e ora stiamo andando un po' in discesa».
Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona, assicura che «il confronto con Confindustria e fra associazioni di categoria sui temi dello sviluppo della nostra città è continuo e trova un suo punto di incontro in Camera di Commercio, dove abbiamo redatto un documento condiviso. Non dimentichiamoci, però, che decidere spetta alla politica». Condivide il richiamo Paolo Arena, presidente di Confcommercio Verona: «Per essere competitivi bisogna fare squadra, ma con i fatti. Siamo stanchi di enunciazioni. Comunque, in Camera di Commercio questa sinergia esiste già».
Ferdinando Albini, presidente di Confartigianato Verona, valorizza il tema delle reti, non soltanto infrastrutture, cioè strade e ferrovie, ma anche «reti telematiche come la banda larga, per rendere sempre più moderna e competitiva la nostra economia. Alla politica chiediamo ora di guardare lontano, come fecero 50 anni fa gli amministratori di Verona». Il segretario provinciale del sindacato Cisl, Massimo Castellani, dichiara di aver «apprezzato i contenuti e le sfide che il presidente Bolla ha voluto lanciare. Come Cisl siamo pronti a scommettere con l'associazione industriali e quelle degli imprenditori per avviare anche a Verona un patto sociale per la crescita e lo sviluppo. Dobbiamo aumentare la produttività e i salari, legati alla produttività, il che significa innovazione e nuovi mercati». Per il presidente del Collegio costruttori Andrea Marani «bene ha fatto il presidente Bolla a lanciare questo messaggio di grande incoraggiamento per i giovani e a invitare all'ottimismo. Il problema per la ripresa restano sempre la burocrazia e le banche: se ci danno una mano gli incoraggiamenti di oggi diventano realtà».
E per Attilio Lonardi, imprenditore, «il messaggio di Andrea Bolla è estremamente interessante perché è una provocazione sulla quale dobbiamo ragionare e fare anche dei ripensamenti per il futuro dei nostri giovani. Un discorso, quello di Bolla, che ci deve portare a un esame di coscienza».E.G.