Mutui casa, arriva la sospensione

BELLUNO. E' scattato anche a Belluno, come in tutta Italia, il Piano famiglie, pensato per andare incontro alle persone che non riescono più a pagare il mutuo. Una misura rivolta a chi ha perso il lavoro di recente, a chi è rimasto invalido o si trova in difficoltà. Grazie all'accordo sottoscritto a dicembre tra l'Associazione bancaria italiana e le associazioni di consumatori, chi ha i requisiti potrà chiedere nel corso di tutto il 2010 di farsi sospendere le rate del mutuo per la prima casa. A Belluno la maggior parte delle banche ha aderito a questa manovra "congela mutuo". Tra queste il Gruppo Unicredit, la Deutsche bank, il Gruppo Montepaschi, la Veneto Banca, il Gruppo Banca Popolare, il Gruppo Intesa San Paolo e la Ing Dircet. Secondo i dati della Banca d'Italia, almeno il 3% delle famiglie italiane sarebbero in difficoltà a pagare le rate del mutuo. Le stime parlano di 4.129 famiglie che potrebbero rientrare nel Piano famiglie a causa della disoccupazione; 47.278 quelle in difficoltà a causa della morte di un familiare e oltre 108mila quelle che non ce la fanno a pagare perché il titolare del contratto è finito in cassa integrazione. Anche a Belluno i numeri sono preoccupanti: «Quella della sospensione dei mutui», dice Renato Bressan della Cgil, «è una richiesta che le parti sociali avanzano ormai da diverso tempo. Ci sono troppe persone che hanno perso il lavoro o che sono in cassa integrazione, persone che ora si trovano nell'impossibilità di pagare il mutuo. La sospensione per un anno può essere una bella boccata d'ossigeno». «In provincia», prosegue Bressan, «sono tante le famiglie con l'acqua alla gola. I disoccupati hanno toccato quota 8.500 unità e non passa giorno che qualcuno non arrivi in sede in cerca di un lavoro. Ma come arrivano da noi, si recano anche dai vari sindaci in cerca di aiuto. La stessa Caritas sottolinea che mai in passato erano arrivate richieste di aiuto così numerose da parte di famiglie che non riescono neppure a comprare il mangiare». Per Bressan le banche non sono state spinte soltanto da un barlume di umanità: «Una cosa è certa: si tratta di un provedimento utile, anche se la sospensione del mutuo porta alla traslazione degli interessi. Ma ci sono altre ragioni per cui le banche hanno accettato l'accordo. Il numero delle case pignorate, infatti, è in deciso aumento e con il mercato delle case fermo il rischio di trovarsi con una serie di immobili a disposizione ma difficilmente vendibili era elevato». Soddisfatti anche Primo Torresin della Cisl e Massimiliano Piccolo della Uil: «E' una misura che avevamo chiesto addirittura in marzo e ci vien da dire "meglio tardi che mai", perché la crisi è tutt'altro che superata». «Per molti lavoratori», dice Torresin, «i problemi sono ancora grandi, con il rientro a tempo pieno in fabbrica che appare molto lontano. La dilazione del pagamento del mutuo per molti è una necessità. Il problema è però un altro: mentre ci affidiamo a queste politiche di sostegno, dobbiamo riversare la nostra attenzione sulle politiche attive del lavoro, perché la situazione è veramente grigia. E nel momento in cui finiranno le risorse, la crisi sarà ancora più nera». Piccolo lancia un allarme: «Ben vengano le sospensioni, ma queste non dovrebbero portare ad ulteriori aggravi sugli utenti e soprattutto a incrementi delle rate, che un domani potrebbero non essere più a misura di operaio».
Francesco Saltini

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