«Muraro, manca il piano industriale»
«Muraro, manca il piano industriale»
Il sì preoccupato dei sindacati alla fusione tra le quattro aziende di trasporto pubblico punta il dito contro la politica. Ma le sigle sindacali adesso vogliono vedere il piano industriale. Dopo il sì unanime dell'assemblea dell'Actt, non si spegne la polemica sull'azienda unica. «Il ritardo accumulato dalla politica trevigiana è vergognoso - accusa Paolo Pistolato, segretario generale della Filt Cgil - e scarica sui cittadini e lavoratori tutte le contraddizioni. L'assenza di un biglietto unico, l'assenza di corsie preferenziali, l'assenza di integrazione vettoriale, le tariffe elevate rispetto alle altre province. Chiediamo alla Provincia di conoscere il piano industriale della fusione per capire le ricadute sul personale». «La nostra preoccupazione resta molto alta - aggiunge Gianfranco Grassato, della Fit Cisl - al di là delle rassicuranti promesse, non vediamo alcuna certezza rispetto al mantenimento dei livelli occupazionali. E siamo sorpresi del sì incondizionato di alcuni sindaci che appena poche settimane fa nutrivano seri dubbi per non aver visto il piano industriale ed ora invece votano a favore. Noi siamo per la costituzione di una holding funzionale che assorba le quattro aziende e poi lasci la gestione a un'azienda unica. Un passaggio necessario anche per uniformare i quattro diversi contratti aziendali che i dipendenti dei trasporti hanno». Sono oltre cinquecento i lavoratori trevigiani coinvolti nel settore del trasporto pubblico: 270 solo i dipendenti dell'Actt, l'azienda pubblica cittadina controllata dal Comune, 250 quelli de La Marca, controllata dalla Provincia di Treviso, una cinquantina ciascuno per Ctm e Atm. Complessivamente, le quattro aziende di trasporto coprono diciotto milioni di chilometri l'anno di percorrenza (11 milioni la sola Marca, 4,5 l'Actt, 1,8 la Ctm e 1,5 l'Atm). Il sindacato Filt Cgil promuoverà nelle prossime settimane un pubblico dibattito con tutte le forze interessate al processo di unificazione delle quattro aziende del trasporto pubblico locale. Il «sogno» di una società di trasporti unico è inseguito da almeno vent'anni: ma finora nessuno dei politici impegnati è riuscito all'impresa, anche per le resistenze incrociate delle singole strutture. Sarà la volta buona? (d.f.)