Morì operaio, titolare a processo

Morì operaio, titolare a processo
VENEZIA -Inizia il processo per la morte di Luciano Runco, l'operaio 56enne travolto all'interno dell'azienda in cui lavorava da una capriata di ferro di 940 chilogrammi. Sul banco degli imputati finirà il 9 luglio Antonio Furlan, titolare della ditta «Stahl Industries» di Martellago. Sia la famiglia dell'operaio che il sindacato Fim-Cisl, si sono costituiti parte civile. La strada per ottenere un risarcimento si presenta però in salita: il titolare dell'azienda non ha infatti mai sottoscritto una polizza assicurativa e dovrà eventualmente pagare i danni di tasca propria. Inoltre, la società è stata posta nel frattempo in liquidazione. Ieri il giudice dell'udienza preliminare Roberta Marchiori ha accolto sia la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Carlotta Franceschetti che la costituzione delle parti civili: la moglie Liliana Zuin, la figlia Federica, rappresentate dal legale veneziano Simone Zancani, e il sindacato al quale l'operaio era iscritto. Il pubblico ministero ha chiesto che l'imprenditore sia processato sulla base della «negligenza, imprudenza, imperizia» che avrebbero portato all'incidente mortale, con la circostanza aggravante dell'inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Il 9 settembre 2009, mentre i colleghi erano in pausa pranzo, Runco aveva trasportato da solo con un carroponte una pesante capriata da appoggiare a una trave. La trave, posizionata su di un'area di deposito che viene descritta come «irregolare e sconnessa» , si sarebbe ribaltata, uccidendolo. Per l'avvocato difensore, Piero Barolo, si è trattato invece di un «errore fatale» compiuto dal lavoratore. M. Fa.

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