Montefibre vende area e impianti al Porto. Costa e Boriolo firmano il rogito che vale 68,6 milioni di euro

MARGHERA. Affare fatto. Paolo Costa ed Emilio Boriolo hanno firmato ieri, davanti al notaio, il rogito: l'Autorità Portuale di Venezia acquista, per una cifra di poco inferiore ai 69 milioni, i 67 ettari di Montefibre spa, con annessi gli impianti, destinati dalla demolizione, che occupavano 250 lavoratori, in cassa integrazione da un anno.
Il presidente dell'Autorità Portuale e l'amministratore delegato di Montefibre hanno firmato il rogito che sancisce il passaggio di proprietà della grande area di Porto Marghera dove da oltre cinquant'anni erano insediati gli impianti che producevano fibre acriliche; un'operazione che permetterà a Montefibre spa che è quotata in Borsa di pagare i creditori e salvarsi dal fallimento.
La titolarità dell'area di 67 ettari con banchina sul canale Ovest - come prevede la delibera del Comitato portuale dell'11 febbraio scorso - è passata alla società di scopo interamente controllata dal Porto e denominata «Venice Newport Container & Logistics spa». Nell'area, il Porto intende realizzare uno o più terminal portuali per lo sbarco e l'imbarco di merci in container e la creazione di un'area logistica connessa al sistema portuale.
La nuova società - spiega l'ufficio stampa del Porto di Venezia - si occuperà della «valorizzazione, della ristrutturazione, dell'infrastrutturazione dell'area e, in generale, di ogni dotazione necessaria per lo svolgimento delle attività logistico-portuali, sotto il controllo dell'Autorità portuale». Il prezzo netto è stato determinato in 68,6 milioni di euro e tiene conto degli oneri che l'Autorità Portuale di Venezia dovrà sostenere per i previsti interventi di bonifica dei terreni.
La realizzazione del nuovo e grande terminal container e delle attività logistiche connesse, secondo il Porto «potranno creare fino a 100 posti di lavoro nella fase di bonifica e quasi 1.000 quando il sito sarà operativo». (g.fav.)

Vedi anche...