«Montefibre, cassintegrati da ricollocare». Vinyls, 36 giorni sulla torre. Lunedì scade la proroga

«Montefibre, cassintegrati da ricollocare». Vinyls, 36 giorni sulla torre. Lunedì scade la proroga
MARGHERA. Trentaseiesimo giorno di protesta dei lavoratori della Vinyls sulla torre della fiaccola, sulla quale ieri sventolava anche una bandiera tricolore per i 150 anni dell'Italia unita. Un altro giorno di protesta, in balia della pioggia e del vento, in attesa di sapere se stavolta si terrà fede all'ennesima proroga chiesta dal fondo Gita per capitalizzare la nuova società che dovrebbe acquisire il ciclo del cloro ed per effettuare un primo accredito che permetta il pagamento degli stipendi di febbraio ai lavoratori in cassa integrazione che si presentano, comunque, al lavoro per garantire il presidio di sicurezza degli impianti a rischio di incidente.
I lavoratori di Montefibre, invece, possono tirare un sospiro di sollievo dopo lo scampato pericolo del licenziamento, grazie al via libera del ministero del Lavoro ad una proroga, in deroga, fino alla fine di quest'anno. Una deroga che dovrà servire - come prevede il verbale del ministero del Lavoro - per avviare al ministero dello Sviluppo un «tavolo» che dovrà mettere a punto un «accordo di programma» per ricollocare tutti i 230 cassintegrati. Con una nota stampa la Rsu di Montefibre prendono atto con soddisfazione che i licenziamenti «per ora» sono stati evitati, e ringraziano «all'allineamento istituzionale tra il ministero, la Regione Veneto e la Provincia che ha fatto da collante». «La deroga, conforme alle linee guida regionali - sottolinea il comunicato dei lavoratori -, non è stata richiesta e concessa per assistenzialismo puro ma per dare la certezza del reimpiego di parte delle maestranze nella prossima fase operativa della bonifica ambientale dei terreni Montefibre (come previsto dagli accordi in essere e recepito dal bando di gara d'appalto) e nelle attività portuali e logistiche previste dai progetti dell'Autorità Portuale». Ma per mettere in pratica tutto questo, rimarcano i delegati dei lavoratori «va fatta in tempi rapidi con le istituzioni e i soggetti competenti a livello locale e ministeriale al fine di delineare le tempistiche e le azioni per il progressivo reimpiego delle maestranze».
Resta da chiarire la partita relativa al fantomatico progetto di avvio di linee di produzione di «fibre al carbonio», per la quale Confindustria veneziana ha ribadito per iscritto il suo interesse. A questo proposito i lavoratori e la Rsu di Montefibre esprimono il loro sconcerto per «la poca chiarezza e affidabilità di quanti ai tavoli ufficiali enunciano progetti che poi non concretizzano».
Gianni Favarato

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