Modello Treviso. La ricetta per risalire: «Sedersi intorno ad un tavolo e dare risposte alla gente»

Modello Treviso. La ricetta per risalire: «Sedersi intorno ad un tavolo e dare risposte alla gente»
«Salvati dal capitalismo popolare». Vardanega, leader degli industriali, in sintonia con sindacato e artigiani: «È la nostra forza»

Domenica 17 Gennaio 2010, Treviso - "Il nostro è un capitalismo popolare, di persone, dove l'imprenditore è fortemente radicato nella comunità. Questo è l'elemento da difendere: perché è quello che, in questa crisi, ci ha consentito di reggere meglio di altri". Alessandro Vardanega, presidente di Unindustria Treviso, sostiene da tempo l'originalità e la validità del "modello Treviso", fondato, oltre che su un'imprenditorialità diffusa, su coesione sociale e fattive relazioni industriali. La sottolineatura rinnovata da Confartigianato e Cgil non può che trovarlo concorde.
A partire da alcuni valori condivisi: "E' proprio questo radicamento di valori che ci ha permesso di evitare che la crisi, nata nella finanza e poi divenuta economica, si trasformasse anche in una crisi sociale. La tempesta finanziaria ha evidenziato la mancanza di principi in alcuni ambienti e paesi. Nel nostro territorio, invece, sono ben presenti". E si rispecchiano pure nella rappresentanza dei diversi interessi: "La crisi ha messo in evidenza la capacità di tutti i soggetti locali, istituzioni, organizzazioni imprenditoriali, sindacati, di governare questa situazione. Poteva essere facile approfittare per sparare l'uno addosso all'altro. Invece ci siamo seduti attorno ad un tavolo e abbiamo cercato di interpretare i cambiamenti, per dare una lettura comune e offrire risposte alla comunità". Vardanega elenca le iniziative portate avanti in questi anni dalla sua associazione: dagli alloggi per i lavoratori immigrati agli asili nido aziendali, dalla riqualificazione delle aree produttive ai progetti per razionalizzare i servizi di Comuni vicini, fino ai termovalorizzatori. Temi a volte giudicati lontani dalle concrete esigenze delle imprese, anche nell'ambito della stessa Confindustria nazionale. "Invece contribuiscono alla crescita sociale e civile del territorio e, quindi, anche alla sua competitività". Così come riconosce ai sindacati trevigiani il contributo ad un confronto sereno e concreto. Molto più che a livello nazionale ("Dove influiscono risvolti politici, creando spesso contrapposizioni fini a se stesse").
Proprio per questo il leader degli industriali ostenta fiducia: "Ci impegneremo per continuare ad alimentare un sistema sociale basato sulla persona, sui valori, sulla solidarietà, sulle pmi a carattere familiare che ragionano in vista di obiettivi di medio e lungo periodo. Queste sono le garanzie della sostenibilità del nostro modello di sviluppo. Le caratteristiche che ci consentiranno, meglio e più velocemente di altri, di superare la fase di difficoltà".

Vedi anche...