Mobilità, aumentano le uscite volontarie

Mobilità, aumentano le uscite volontarie
Introduzione dell'orario part-time e incentivi economici per i lavoratori in mobilità e verso il pensionamento: sono questi i due punti «caldi» del confronto che si è svolto ieri tra la multinazionale farmaceutica Glaxosmithkline e i sindacati Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uilcem.
Al centro dell'incontro, la trattativa sulla decisione della società di tagliare 246 posti di lavoro: di questi esuberi, 220 riguardano informatori medico-scientifici e 26 dipendenti «interni» della sede scaligera. Numeri che si sarebbero in parte ridimensionati, però, in seguito all'uscita volontaria di numerosi dipendenti: al momento, anche se i dati sono in continua evoluzione, le trattative starebbero interessando circa 140 informatori medico-scientifici (di cui una quarantina accompagnabili alla pensione nel periodo della mobilità), più i 26 dipendenti «interni».
«Le posizioni sono ancora un po' distanti», è il commento delle fonti sindacali, «ci aspettiamo nuove proposte, anche alla luce di quanto emerso oggi». Una delle novità è che gli informatori medico-scientifici verranno riorganizzati sulla base di sei macro-regioni, ma i dettagli non sono ancora stati definiti. Per la multinazionale, la ristrutturazione delle attività punta a ribilanciare la presenza dell'azienda nella diverse aree della cura della salute. Ma il timore di Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uilcem è che Gsk stia preparando il terreno per abbandonare Verona. «Siamo soddisfatti per lo sciopero della scorsa settimana, che ha riscosso un'adesione molto elevata, soprattutto al Sud», concludono le fonti sindacali. La trattativa con l'azienda è stata sospesa in serata e proseguirà oggi. M.T.

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