Mirano, in migliaia contro il razzismo

MIRANO. Sono arrivati anche da fuori regione, sfidando il pomeriggio soleggiato ma freddo. E le presenze erano varie: si andava dai pensionati ai giovani, dalle famiglie agli stranieri. In oltre 2 mila ieri hanno partecipato in piazza Martiri a Mirano alla manifestazione indetta dall'Anpi contro il razzismo. Una quarantina di autobus è arrivata da tutta Italia e poi il corteo, partito dal piazzale degli impianti sportivi attorno alle 14.30, e giunto in piazza Martiri dopo aver percorso via Matteotti, via Giudecca e via Castellantico. Una ventina tra carabinieri e polizia, oltre agli uomini della polizia locale, ha controllato che tutto filasse liscio e non vi fossero problemi. In testa al gruppo c'era un furgoncino che ospitava il gruppo di Marghera «I talco», che ha intonato numerose canzoni, tra cui «Bella ciao» e, subito dietro, una dozzina di sindaci proveniente da tutta la provincia, oltre a rappresentanti veneti e veneziani di Rifondazione comunista, Pd, Cgil, Cisl, Uil, associazioni d'immigrati e d'ispirazione cattolica, Arcigay, gruppi femministi, ambientalisti e studenti. Ma, come annunciato, non c'era il sindaco di Mirano Roberto Cappelletto, che ha aspettato il gruppo in piazza Martiri, dove ha deposto una corona d'alloro al monumento al partigiano. Durante il gesto, qualcuno ha urlato: «Giù le mani dal monumento». Intanto dal palco Serena Ragno, segretaria dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Venezia lanciava il monito: «Questo monumento non può e non deve essere spostato altrove». Nel frattempo la gente in piazza Martiri aumentava e il primo a prendere la parola è stato il presidente dell'Anpi provinciale Marcello Basso, che non le ha mandate a dire, facendo riferimento agli ultimi episodi che hanno visto come protagonista Mirano. «Giù le mani dal monumento del partigiano» tuona Basso ricordando la recente proposta del consigliere comunale di An Viviani Lorenzon di spostarlo «che vuole testimoniare nel tempo cosa è successo la notte dell'11 dicembre 1944». Non sono mancati i riferimenti allo scorso 25 aprile, quando il Comune aveva permesso ai militanti di Forza Nuova un gazebo in piazza Aldo Moro e il caso Facebook, che ha scosso la scorsa estate la vita politica, non solo cittadina. «Chi ha permesso l'uso di una piazza qui vicino a quei signori con la testa rasata - attacca Basso - sappia che la Costituzione condanna l'apologia di fascismo. Senza dimenticare l'invito a torturare gli immigrati lanciato da qualcuno su internet che non considero casuale ma è il frutto di una più estesa campagna xenofoba». Messaggi a favore della manifestazione di Mirano sono arrivati anche da Giorgio Bocca, che ha ricordato come «l'aria che tira a livello nazionale, ricorda particolarmente quella del periodo fascista», dal segretario del Pd Pierluigi Bersani e dall'Anpi di Milano. Dopo l'intervento di Basso è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo della strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. A Mirano era presente pure il vice presidente vicario nazionale dell'Anpi Armando Cossutta, che si è detto «commosso per la risposta a una manifestazione di democrazia e uguaglianza, in ricordo dei caduti per la libertà».
Alessandro Ragazzo

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