Miotto sul contratto: avanti anche senza Fiom. Scontro sul rinnovo per le tute blu. Il vice di Federmeccanica: sciopero flop, adesione al 14%
Avanti senza la Fiom? «Credo proprio di sì». Luciano Miotto, vicepresidente di Unindustria Treviso e nazionale di Federmeccanica, tira dritto: lo sciopero dei metalmeccanici Cgil («con adesione bassa») non ferma il rinnovo del contratto. «La partecipazione allo sciopero indetto venerdì dalla Fiom Cgil è stata bassa: il 14% nelle imprese trevigiane, 19% contando solo gli operai». Un motivo in più, secondo il vicepresidente di Federmeccanica, per tirare dritto verso un accordo con Fim Cisl e Uilm, tagliano fuori la sigla della Cgil. «Se la Fiom non cambia posizione - dice Miotto - noi andiamo avanti. Serve un contratto semplice, che non vincoli le aziende in difficoltà e dia spazio più ampio alla contrattazione di secondo livello. Martedì 13 è in agenda un nuovo incontro con le sigle sindacali. «Credo che andremo avanti anche senza Fiom», taglia corto Miotto. Fiom che chiede un aumento salariale più consistente (130 euro su due anni, contro un'offerta di 102 per tre anni) e una maggiore estensione degli ammortizzatori sociali, in grado di coprire anche i contratti deboli e precari e i lavoratori delle imprese con meno di quindici dipendenti. «Stanno portando avanti un accordo che taglia fuori la sigla che rappresenta il 61% delle Rsu nelle nostre fabbriche», dice il segretario provinciale della Fiom, Candido Omiciuolo. «Se gli operai vanno sui tetti delle fabbriche - conclude Omiciuolo - è perché sono spinti dalla disperazione, non dalla Fiom». (f.p.)CORRIERE DELLE ALPI