Metalmeccanico artigiano, c'è l'accordo. Dopo 10 anni, aumento salariale di 86 euro e alcune somme una tantum
Metalmeccanico artigiano, c'è l'accordo. Dopo 10 anni, aumento salariale di 86 euro e alcune somme una tantum
BELLUNO. Dopo 10 anni siglato l'accordo unitariamente tra le categorie sindacali per il rinnovo del contratto del comparto metalmeccanico artigianale che prevede, tra gli altri, anche l'aumento salariale di 86 euro lordi da qui alla scadenza contrattuale del 2012.
«Si è riusciti a chiudere la contrattazione ad un livello superiore a quanto chiesto dalla piattaforma di Fim e Uilm (80 euro), mentre la Fiom chiedeva 96 euro. E riuscire a chiudere così bene in questo periodo di crisi è stato davvero importante oltre che un successo», commenta Christian De Pellegrin della Cgil.
Interessati da questo rinnovo sono circa un migliaio di lavoratori in provincia di Belluno, «lavoratori di un settore che è in forte crisi in questo periodo, costituito da tante piccole imprese con pochi dipendenti», sottolinea De Pellegrin.
Inoltre, il nuovo accordo prevede l'introduzione degli enti bilaterali e della cosiddetta sanità integrativa che prevede il pagamento da parte dell'azienda di una quota (10 euro per ogni dipendente) che va a confluire in un fondo nazionale da utilizzare in caso di necessità in alternativa al Servizio sanitario nazionale, come nel commercio.
Inoltre, si prevedono 123 euro una tantum il prossimo settembre e altri 124 euro ad aprile 2012, al netto però della cassa integrazione e della sospensione, vale a dire che le somme saranno proporzionate alle effettive ore di lavoro.
«In questo modo non si perdono i diritti dei lavoratori. L'aver salvaguardato la centralità del contratto collettivo su quello di secondo livello è davvero importante per garantire uniformità di trattamento per ciascun settore», conclude De Pellegrin. (p.d.a.)