Metalmeccanici. La Fiom-Cgil di Vicenza respinge ogni ipotesi di deroga contrattuale per la categoria più importante dell'industria berica «La ricetta Marchionne non paga».

Metalmeccanici. La Fiom-Cgil di Vicenza respinge ogni ipotesi di deroga contrattuale per la categoria più importante dell'industria berica «La ricetta Marchionne non paga».
Bergamin: «Serve un referendum fra i lavoratori e se perdiamo faremo subito un passo indietro» Zanni: «Il recesso è stato dettato dalla Fiat».

VICENZA.Gian Paolo Zanni arriva trafelato nella sede della Cgil di Vicenza. «Scusate il ritardo, ma stiamo chiudendo l'accordo per la riorganizzazione dell'Afv Acciaierie Beltrame - rivela il segretario della Fiom Vicenza -. Un piano di 4 anni che prevede il ricorso ad ammortizzatori sociali, la progressiva chiusura di due stabilimenti, uno in Piemonte e uno in Friuli, ma senza perdita di posti di lavoro. Una trattativa che abbiamo fatto insieme a Fim-Cisl e Uilm-Uil».
Ogni riferimento alla spaccatura su Pomigliano, e sul fresco recesso di Confindustria dall'ultimo contratto dei metalmeccanici firmato congiuntamente dalle tre confederazioni sindacali è puramente voluto. Il collega Cislino di Zanni, Raffaele Consiglio, ha dichiarato che la disdetta del contratto non provoca alcun effetto sui lavoratori dal momento che nel 2009 ne è stato firmato un altro, peraltro con relativi aumenti di stipendi.
«Noi non siamo d'accordo - replica Zanni, ricordando che sono già previste 4 ore di sciopero entro il 16 ottobre - perché riteniamo che le deroghe al contratto nazionale, già previste per Pomigliano, finiscano per ledere i diritti fondamentali dei lavoratori».
«A Vicenza non c'è mai stato bisogno di questo tipo di scontro - osserva Marina Bergamin, segretaria di Cgil Vicenza - e la Fiom stessa, quando c'è stato da trattare e da raggiungere dei compromessi per aiutare le aziende in difficoltà, non s'è tirata indietro. Ma un contratto nazionale, per quanto alleggerito, deve essere intangibile. Su questo non ci muoviamo».
Già, ma fuori la crisi continua a imperversare. Il contratto dei metalmeccanici viene applicato da categorie diversissime, dagli orafi di Vicenza alla Fiat di Torino, per capirci. Non è che questa flessibilità, tradotta in una contrattazione più spinta a livello aziendale e territoriale, aiuti le imprese e i lavoratori a uscire dalla fase di stallo della congiuntura economica? «Ma non è questo lo scopo per cui Federmeccanica ha rescisso il contratto - risponde Zanni - anche perché fino alla fine del 2011 resterà in vigore. La verità è che si è accelerato su questo fronte per accogliere il diktat di Marchionne».
«La la ricetta Marchionne, specie per il Vicentino che ha oltre 50 mila addetti nel metalmeccanico divisi in tante piccole aziende - osserva Bergamin - non è vincente. Se c'è interesse vero, si può aprire la stagione della contrattazione di secondo livello, anche se va detto che nessun contratto nazionale l'aveva mai impedito. Vanno evitate deroghe o invenzioni fantasiose».
La Cgil parla a Federmeccanica perché Cisl e Uil intendano. «A queste sigle che teorizzano l'autosufficienza - prosegue Bergamin - chiedo se davvero pensano di poter fare sole. Non credete che sia giusto chiedere ai lavoratori cosa pensano quando si firmano gli accordi? Facciamo un referendum e se la Fiom dovesse uscire sconfitta, farà subito un passo indietro».
Marino Smiderle

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