Metalmeccanici. Il Pd: un tavolo regionale Consiglio (Fim-Cisl): «Non cambia nulla Il contratto c'è già».

Metalmeccanici. Il Pd: un tavolo regionale Consiglio (Fim-Cisl): «Non cambia nulla Il contratto c'è già».
Questione di punti di vista. La decisione di Federmeccanica di disdire il contratto dei metalmeccanici firmato nel 2008 preoccupa il consigliere regionale del Pd Roberto Fasoli, vicepresidente della commissione Attività produttive a palazzo Ferro-Fini.
Secondo l'esponente del Pd la disdetta del contratto rappresenta «un passo indietro» nel dialogo tra sindacato e imprenditori e rischia di rallentare il rilancio del sistema produttivo regionale, visto che «nel comparto metalmeccanico si concentra la metà dei fattori di crisi dell'economia veneta». Fasoli chiede quindi la convocazione immediata del tavolo Regione-parti sociali, in linea con quanto previsto - ricorda - dalla risoluzione bipartisan sulla crisi proposta dal Pd e votata poche settimane fa dal Consiglio regionale a larghissima maggioranza. «La giunta Zaia - conclude Fasoli - acceleri su questo fronte e si dimostri più responsabile e saggia di una certa parte di mondo imprenditoriale».
«Per i lavoratori non cambia niente - sostiene invece Raffaele Consiglio, segretario provinciale della Fim Cisl di Vicenza - il contratto dei metalmeccanici c'è ed è migliorativo rispetto a quello precedente».
«Quel contratto - prosegue Consiglio - è stato rinnovato senza la Fiom nel 2009 e migliorato sia sul piano economico che su quello normativo. Di questo i lavoratori nelle fabbriche se ne sono resi conto. Quando nel 2009 abbiamo firmato il rinnovo siamo stati attaccati dalla Fiom sugli aumenti salariali, troppo vicini a quelli del contratto precedente. Va però ricordato che allora la crisi ancora non c'era e l'inflazione era più alta. Teniamo presente che non stiamo parlando solo dei lavoratori veneti, ma di quelli italiani: il settore metalmeccanico registra una profonda crisi».
«Non è il momento di fare promesse - conclude Consiglio - ma di portare a casa risultati, ed è quello che abbiamo fatto con il contratto del 2009. Spero che le parti si assumano questa responsabilità e che il confronto non venga inasprito dall'attuale situazione di incertezza politica. In conclusione, per i metalmeccanici non cambia niente».

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