Mercati contadini. Corsa per aprirli. Oggi a Breganze s'inaugura quello della Cisl. Li ha inventati la Coldiretti, ora tutti a ruota

È la guerra delle patate, dei cavoli e delle zucche. Quelle che si coltivano nei campi vicini-vicini, che gli agricoltori raccolgono e vendono sui banchi del mercato contadino. Tutta roba localissima, che fa praticamente chilometri zero per arrivare sul banco, con un prezzo che dovrebbe essere giusto. Ebbene, la primogenitura è di Coldiretti che ha ne ha fatto uno dei capisaldi della sua Campagna Amica, disseminando i cosiddetti "Farmers' markets" in mezza provincia. Idea così allettante e meccanismo così ben oliato da essere mutuato anche da altri sindacati.
Accade stamattina a Breganze dove viene inaugurato il mercato agricolo della Pedemontana vicentina, con tanto di marchio "Sapori della nostra terra" e di presentazione che parla di «vendita diretta, prezzi vantaggiosi, km 0». L'iniziativa è della Cantina Beato Bartolomeo, con la collaborazione tecnica dell'Unione generale coltivatori Cisl e il patrocinio del Comune di Breganze, che ha promosso la vendita diretta dei prodotti agroalimentari locali. Iniziativa che non è certo passata inosservata ai vertici della Coldiretti provinciale, che proprio nell'editoriale del Coltivatore Vicentino firmato dal direttore Roberto Rampazzo e in stampa in questi giorni, ricordano che «da tempo Coldiretti è in prima linea per la realizzazione della filiera corta, che nel Vicentino sta già dando grandi soddisfazioni, attraverso il mercato di Malo, operativo nel piazzale della Cantina Valleogra ogni sabato dalle 8.30 alle 13 e a Vicenza, in piazzale De Gasperi, ogni martedì dalle 8 alle 13. E che nel mese di agosto sono state fatte sperimentazioni a Treschè Conca e Tonezza del Cimone, che il progetto prosegue con entusiasmo ed è già a buon punto l'apertura di altri mercati a Thiene in piazzale del Bosco, tutti i venerdì dalle 8.30 alle 13; a Bassano del Grappa in piazza Libertà e a Vicenza nei locali del Consorzio Agrario. E nel 2010 proseguirà l'attivazione di mercati stagionali». Il presidente provinciale Diego Meggiolaro affina il ragionamento: «Non siamo gelosi delle nostre idee, ma poniamo due riflessioni: i prodotti del territorio devono essere certificati e il nostro produttore non deve mai pensare di fare il commerciante. L'idea è di rivalutare prodotti e tipicità creando piccoli ponti che hanno regole e caratteristiche precise. Ognuno è libero di farlo, noi però i nostri agricoltori li controlliamo e non possiamo farlo su aziende che non sono le nostre».
Replica a distanza Gigi Copiello, segretario provinciale Cisl: «Per carità, apprezziamo il lavoro di Coldiretti. Noi siamo piccoli ma sappiamo organizzare al meglio le cose. L'Ugc ha una sua storia, raccoglie 700 iscritti e ha già un ruolo sul mercato delle ciliege di Mason. Con il mercato contadino ci proviamo anche noi, le idee buone non sono monopolio di nessuno». R.B.