«Meno soldi alle Regioni. Cassa integrazione ko»
«Meno soldi alle Regioni. Cassa integrazione ko»
La Cassa integrazione in deroga è a rischio per scarsità di risorse. E come se non bastasse la situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi. Urge un tavolo tra Regione e parti sociali da convocare al più presto. L'allarme lo lancia Emilio Viafora, segretario Cgil Veneto che aggiunge: «Ci sono molte situazioni di Cassa integrazione in deroga che vanno ad esaurirsi e molti lavoratori si troveranno senza alcun sostegno». I primi quattro mesi del 2010, secondo le rilevazioni di Veneto Lavoro, hanno registrato oltre 40 milioni di ore di Cassa Integrazione «pari allo stock che abbiamo avuto per l'intero 2009» - chiosa il segretario. Un dato rivelatore per la Cgil e che dimostra quanto la ripresa sia ancora lontana. «Ci sarà un aggravamento della condizione lavorativa e sociale - avverte Viafora che lancia la palla all'amministrazione regionale - probabilmente qualcuno dovrebbe dirci come affrontare questa situazione. Normalmente - prosegue - come si fa in tutte le regioni di fronte a un'emergenza come questa c'è un normale confronto tra Regione e parti sociali». E gli ammortizzatori sociali sono il nodo gordiano che ormai da un anno attanaglia imprese e lavoratori. «Il ricorso massiccio alla Cassa integrazione in deroga fin dai primi mesi dell'anno - mette in guardia Viafora - potrebbe mettere a rischio la possibilità di coprire tutte le richieste». Le risorse per gli ammortizzatori sociali sono state stanziate dallo Stato «ma - obietta il segretario veneto della Cgil - nel momento in cui la manovra taglia i trasferimenti alle Regioni, ne diminuisce anche la capacità di erogazione. Questo ci fa temere che, appunto, non ci siano le risorse per arrivare a coprire tutte le casse integrazioni. Una soluzione potrebbe essere un allungamento dei periodi. All'inizio era un grido d'allarme che lanciavamo solo noi, oggi pare che se ne siano rese conto anche la politica e le istituzioni».
Per questo il sindacato ha chiesto un confronto a livello regionale perché, chiarisce Viafora «vogliamo conoscere tutti i dati a disposizione per individuare le operazioni da avviare e far fronte a questa emergenza sociale». La concertazione a questo punto è davvero necessaria.
Antonella Benanzato