Meno infortuni, più morti
Meno infortuni, più morti
L'Inail: in un anno 15 vittime sul lavoro
Diminuiscono gli infortuni (-5,5%) ma aumentano le morti bianche nelle aziende della provincia. I decessi sul lavoro che nel 2009 erano 13, l'anno scorso sono stati addirittura 15. E' questo lo scenario che disegnano i dati dell'Inail che sono stati illustrati, ieri mattina, all'auditorium del centro Cardinale Urbani, dai sindacalisti dalla Cgil, Cisl e Uil durante la quinta assemblea sulla salute e la sicurezza. E' preoccupante il numero dei decessi dell'anno scorso anche se fortunatamente lontano dal record negativo del 2007: 22 morti bianche. Ben 14 delle morti del 2010 riguardano lavoratori dell'industria e dei servizi, mentre solo un decesso riguarda un dipendente dello Stato. Gli infortuni complessive sul luogo di lavoro, comunque, che nel 2009 erano stati 14.700 nel 2010 sono scesi a 13.984. Il che vuol dire che diminuiscono gli indicenti meno gravi ma aumentano quelli collegati alla morte dei lavoratori. In pratica diminuisce la sicurezza in azienda. Dai dati nazionali sugli incidenti, emerge, inoltre, che sono in aumento gli incidenti che riguardano le donne italiane e (+9,7%) e quelle straniere + 6,8%). Dati che sembrano confermare l'esistenza di una questione femminile legata agli incidenti. «Nonostante i tempi cambino - afferma Teresa Dal Borgo della Cgil - le donne italiane continuano ad avere grosse responsabilità nella gestione della famiglia. La maggior parte degli incidenti accadono alle donne nel percorso casa-lavoro o lavoro-casa. Il dover correre da un impegno all'altro con grande fretta, rende tutto più pericoloso. Per quanto riguarda le donne straniere che nella maggior parte dei casi sono badanti, invece, gli infortuni avvengono nello svolgimento di un lavoro che comporta anche sostanziosi sforzi fisici». Paolo Pozzobon, invece, ha lanciato la ricetta del sindacato per far diminuire gli incidenti sul lavoro, dicendo: «Il nostro dovere è accrescere la cultura della sicurezza sul posto di lavoro».
Michele Bugliari