Massimo Cacciari inseguito e insultato dai tassisti a Genova

Momenti di tensione a Genova venerdì sera per la protesta dei tassisti contro le liberalizzazioni del governo Monti e a farne le spese è stato anche l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari. I tassisti in protesta hanno accerchiato Cacciari che era in compagnia di Guglielmo Epifani, ex leader della Cgil, all’uscita del Palazzo della Borsa. I tassisti li hanno accerchiati insultandoli. I due politici hanno trovato rifugio in un hotel, ma hanno vissuto momenti di paura. I tassisti hanno poi chiarito che non avevano intenzione di prendersela con Cacciari, ma la loro protesta era rivolta a Epifani. Tutti i quotidiani nazionali hanno riportato l’episodio che ha coinvolto, suo malgrado, l’ex sindaco veneziano che era a Genova per prendere parte ad un incontro culturale. Lo stesso Cacciari sulla vicenda non ha voluto rilasciare alcun commento. Secondo la ricostruzione dei fatti dell’agenzia Ansa, Cacciari stava entrando in un albergo di via XX Settembre quando alcuni tassisti lo hanno visto e gli si sono avvicinati in modo minaccioso, insultandolo. Cacciari non ha risposto alla contestazione, ed è entrato in albergo. Più dettagliata la ricostruzione de La Repubblica: il filosofo era in compagnia oltre che di Epifani di Piero Dello Strologo. Qualcuno lo ha riconosciuto e sono partiti gli insulti. «Bravi, bravi, voi del Pd ci avete fatto un bel regalo». Cacciari ha tirato dritto, ma un gruppo di persone si è staccato dai tassisti e ha inseguito il terzetto fin sotto i portici della Borsa. Cacciari a quel punto avrebbe risposto. «Ma che vi ho fatto io?». Viene strattonato mentre una persona con il volto coperto da una sciarpa dice a Dello Strologo: «Stavolta passi e non ti facciamo niente, ma sappi che se finisce male, diamo fuoco alla città». Poi Cacciari ed Epifani riescono a raggiungere l’hotel Bristol protetti a fatica da un cordone di sicurezza dei vigili. Un operatore dell’emittente genovese Telenord è stato invece spintonato e preso a calci da due manifestanti. Anche altri cronisti sono stati minacciati dai tassisti e invitati ad andare via.

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