Marzotto. La Cisl sul contratto di solidarietà. «Sull'integrazione di salario manca la firma di Tremonti».
Marzotto. La Cisl sul contratto di solidarietà. «Sull'integrazione di salario manca la firma di Tremonti».
Sono 500 i lavoratori con contratto di solidarietà che attendono la firma del ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, sul decreto che rende operative le norme che prevedono un aumento del 20% dell'integrazione salariale.
La questione è stata al centro della assemblea odierna dei lavoratori dello stabilimento valdagnese della Marzotto. Con loro, anche i dipendenti in contratto di solidarietà della Valentino, della Malbrun di Bassano del Grappa, della Rosà Plast di Rosà.
«I lavoratori della Marzotto- sostiene Gianfranco Refosco della Femca- hanno più che ragione nel pretendere che la norma venga immediatamente attivata. Il decreto legge è di luglio, cioè di ben quattro mesi fa».
Cristina Castagna delegata Rsu Cisl precisa che lo stipendio medio dei lavoratori della Marzotto varia, con le riduzioni di orario previste dal contratto di solidarietà, dai 1.000 euro mensili per i giornalieri, ai 1.100 euro per i turnisti.
«Quel 20% in più fa comodo a tutti- spiega-. I lavoratori della Marzotto hanno valutato molto positivamente il contratto di solidarietà in quanto si è ripartita tra tutti la carenza di lavoro evitando che su pochi calasse un drastico taglio delle ore di lavoro».
Sulla questione è intervenuta anche la segretaria Franca Porto precisando che la Cisl del Veneto ha inviato una lettera al ministro del Lavoro per invitarlo a sollecitare il collega del Tesoro a sottoscrivere il decreto mancante.