Marzotto e Valentino, stop agli esuberi. Contratti di solidarietà per un altro anno. Rimandata l'uscita dalle aziende di 120 dipendenti.

Marzotto e Valentino, stop agli esuberi. Contratti di solidarietà per un altro anno. Rimandata l'uscita dalle aziende di 120 dipendenti.
VALDAGNO - Contratti di solidarietà prorogati di un altro anno negli stabilimenti Marzotto e Valentino Fashion Group di Valdagno. La crisi continua, nel comparto tessile-abbigliamento. «Con entrambe le aziende è stata concordata una proroga di un anno, in Marzotto la firma c'è già» spiega Maurizio Ferron, Filctem Cgil. Parzialmente bloccati invece, per ora, i 120 esuberi certi annunciati nei mesi scorsi nelle due fabbriche. «Dovevano essere accompagnamenti alla pensione del personale più anziano - precisa il sindacalista - ma con la manovra finanziaria è stata spostata la "finestra" di pensionamento e ora questi lavoratori non potrebbero accedervi».
Già nella primavera del 2009 nello stabilimento valdagnese Marzotto, che dà lavoro a circa 520 persone fra operai e impiegati, si era iniziato a parlare di esuberi. Lo stesso era avvenuto nello stabilimento Valentino, dove i lavoratori sono 600, nella frazione di Maglio a pochi chilometri di distanza dal centro. In passato le due fabbriche appartenevano ad un'unica proprietà, ma da tempo hanno preso strade diverse: Marzotto rimane all'omonima famiglia imprenditoriale, Valentino appartiene al fondo inglese di investimento Permira. Partito il dialogo fra dirigenza, maestranze e sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilta Uil, le difficoltà derivanti dal forte calo di ordini sono state gestite nel modo meno traumatico possibile: da un lato con la formula del contratto di solidarietà («lavorare meno ed essere pagati meno per lavorare tutti») da settembre 2009 per tutti i lavoratori, e dall'altro con un piano di accompagnamenti alla pensione per una sessantina di operai e impiegati ad azienda. Questa seconda misura ora è stata rallentata dalla manovra governativa. «Le difficoltà economiche sono continuate per tutto il 2010, in Marzotto, così si è deciso di prorogare l'accordo di solidarietà per un altro anno, fino a settembre 2011 - riprende Ferron - Lo stesso si è fatto in Valentino, dove comunque ci sono segnali migliori e l'azienda pensa di chiudere l'anno in sostanziale pareggio. Nel primo semestre a Maglio hanno rispettato il budget che si erano prefissati, ora pare ci siano ordinativi in aumento». Non sono tutte rose, comunque. «Sempre in Valentino la linea di produzione di vestiti da uomo è stata esternalizzata, peraltro a terzisti italiani. Ma - avverte il sindacalista - non ci sono conseguenze negative per l'occupazione: i circa 15 lavoratori del reparto sono infatti stati spostati in altri settori dello stabilimento».

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