«Martino, venga a farsi un giro per le scuole di montagna»

«Martino, venga a farsi un giro per le scuole di montagna»
Un sindacalista della Cisl invita il dirigente scolastico provinciale
a un "tour pedagogico" per capire il disagio delle classi in alta quota
Martedì 21 Aprile 2009. «La invitiamo a fare un giro con noi per la provincia di Belluno, perché si renda conto di cos'è il nostro territorio, di che cosa vuole dire garantire un servizio scolastico in certi paesi. Un tour pedagogico, quindi, non turistico». L'invito al dirigente scolastico provinciale Domenico Martino è stato rivolto da Anna Orsini (Cisl Scuola), nel corso dell'incontro che i sindacati hanno avuto ieri al termine dell'assemblea sindacale territoriale tenutasi davanti alla sede dell'Ufficio scolastico provinciale, in via Mezzaterra. All'incontro hanno partecipato la Cgil con Francesco Corigliano e Salvatore Mazza, la Cisl con Primo Torresin e Anna Orsini, la Gilda con Livio D'Agostino, lo Snals con Milena De Carlo e l'assessore provinciale all'Istruzione Claudia Bettiol.
Di sotto, in strada, l'assemblea si era appena sciolta. A rispondere all'invito dei sindacati, sono arrivati insegnanti di ogni ordine di scuola, personale Ata, genitori e qualche sindaco.
La proposta fatta a Martino ricorda quella che nei mesi scorsi era già stata avanzata all'assessore alla Sanità Sandro Sandri per fargli capire cosa vuol dire per un malato passare da una valle all'altra, cosa significa avere un ospedale od un presidio medico più o meno vicino. Insomma: per intervenire sulla scuola bellunese, così come sulla sanità, è necessario conoscere il territorio, sapere quale sia il servizio che i tagli minano.
Nel timore di quanto potrà accadere alle scuole medie e superiori, anch'esse in procinto di subire tagli di organici, i sindacati hanno anche chiesto che nella scuola bellunese non ci siano ulteriori riduzioni d'organico.
A raccontare le difficoltà della scuola bellunese due mamme provenienti da San Nicolò Comelico: «Se noi perdiamo la scuola, perdiamo tutto. È una scuola che funziona; altri nostri ragazzi l'hanno frequentata ed ora, alle medie o alle superiori, non hanno problemi. Se chiudono la scuola e la spostano a Santo Stefano di Cadore (ndr, come potrebbe accadere quest'anno per la classe prima) bambini di 6 anni si dovranno alzare alle 6 per arrivare in tempo a scuola». Provocatoria, ma non tanto, la proposta di Ottorino Zanderigo: «Dalle scuole di Belluno iscriviamo tre bambini alle elementari di Zoppé. Tre giorni dopo iscriviamoli altrove, e poi via di questo passo: così salveremo le nostre scuole». Un'idea che ha raccolto l'applauso, ma che va nella direzione opposta di quanto proposto dai sindacati: quella cioè di chiedere alla Provincia di organizzare un tavolo, presente il dirigente Martino, in cui decidere quali sian le priorità e quali i punti ed i servizi irrinunciabili per il sistema scolastico provinciale. Un'iniziativa che in questi ultimi giorni si è via via fatta strada e che l'assessore Claudia Bettiol si è impegnata a portare avanti. Solo così, è stato detto, con le idee chiare e definite per tempo, sarà possibile chiedere a buon diritto un incontro con l'assessore regionale Elena Donazzan e confrontarsi portando idee comuni e condivise.
Ruggero Dalle Sasse, sindaco di Mel, ha ringraziato i sindacati: «È da tempo che i sindacati, pur tacciati di catastrofismo, ci hanno detto cosa sarebbe accaduto. Grazie per averci aperto gli occhi. Ora la scuola di Carve di Mel sembra salva, ma non è ancora detta l'ultima parola». Manuela Gaio (presidente dell'Istituto comprensivo di Mel) ha invece denunciato: «Noi famiglie siamo state informate tardi, a cose già fatte», mentre Mario Fop, sindaco di Calalzo e vicepresidente della Comunità Montana Centro Cadore, ha detto che «il problema non è dare deroghe alla montagna, ma garantirne i diritti».
Tutte ragioni che i rappresentanti sindacali hanno rappresentato a Martino. Quest'ultimo, sollecitato da Mazza (Cgil regionale) si è impegnato a verificare se ci sia stato un errore nel decidere i tagli d'organico per Belluno, legato a dati imprecisi inseriti a sistema sulle richieste del tempo pieno. Una richiesta peraltro già avanzata nell'incontro prepasquale da Cisl, Gilda e Snals e che il dirigente provinciale aveva già preso in carico, ricevendone però un diniego dalla Palumbo. Ma Martino, all'interno dell'organico assegnato, era riuscito comunque a dare il tempo prolungato richiesto.
Giovanni Santin

Vedi anche...