Marmo e legno, soldi per reggere alla crisi. La Regione stanzia per Verona quattrocentomila euro all'interno dei fondi europei
VERONA - Di fronte al dramma della disoccupazione, la Regione stanzia per Verona 408 mila euro di finanziamenti raccolti all'interno del fondo sociale europeo. Circa la metà della somma serve a sostenere due progetti di reinserimento lavorativo per lavoratori in mobilità espulsi dal settore lapideo e da quello del legno. «Assieme col metalmeccanico e con l'agroalimentare - spiega il presidente della Provincia Giovanni Miozzi - il marmo e il legno sono i due distretti portanti dell'economia veronese. Purtroppo sono anche quelli che hanno risentito in modo più grave e pesante della crisi, quindi abbiamo deciso di concentrare in questi ambiti le risorse disponibili. Già lo scorso ottobre - ricorda Miozzi - quando presentammo il bilancio, indicammo il lavoro come una delle priorità assolute di questa amministrazione. Anche quest'intervento fa parte del nostro impegno mirato a non lasciare indietro nessuno e a fare il possibile per contrastare le gravi difficoltà di questa fase». Fausto Sachetto, assessore provinciale al Lavoro, entra nel dettaglio: «Grazie alla collaborazione dell'Ente nazionale canossiano, di Obiettivo lavoro e con l'aiuto dei sindacati e delle categorie, saranno individuati 25 lavoratori del marmo e 25 del legno attualmente in mobilità, che con un percorso formativo specifico cercheremo di ricollocare. È chiaro che rispetto alle migliaia di persone rimaste senza lavoro, cinquanta è poca cosa, è una goccia nell'oceano. Tuttavia nessuno ha la bacchetta magica e per quanto minimo, anche un intervento di questo tipo è il segnale che qualcosa si sta muovendo».
«Chi sarà coinvolto - fa sapere Matteo Roncarà, direttore veneto dell'Enac (l'ente canossiano) - seguirà un percorso specifico di formazione e successivamente ci sarà una fase d'incontro tra la domanda e l'offerta. La nostra intenzione è fare in modo che al termine del percorso formativo, sia possibile trovare per ogni lavoratore un contratto della durata di almeno otto mesi. I lavoratori che beneficeranno dell'iniziativa saranno segnalati dai centri per l'impiego o dalla rete dei partner».
In tutto il Veneto sono stati avviati nove progetti di questo tipo, che coinvolgono complessivamente 280 lavoratori. Chi seguirà almeno in 70 per cento delle ore di formazione, riceverà un premio di 250 euro, inoltre la Provincia s'impegna a trovare agevolazioni per l'uso dei mezzi pubblici e individuerà baby sitter e badanti per chi non potesse seguire i corsi a causa d'impegni familiari.