Mancano insegnanti 100 disabili al buio

Giovedì 8 Settembre 2011, Treviso - Nelle scuole elementari trevigiane ci sono un centinaio di alunni disabili ancora alla ricerca di un insegnante di sostegno. Il tutto quando mancano meno di quattro giorni al suono della campanella che segnerà la ripresa della lezioni. Assimilato lo zuccherino delle immissioni in ruolo e concluso il calvario delle assegnazioni delle supplenze ai docenti precari, infatti, l'aggiornamento della lista del provveditorato è impietoso: nelle scuole primarie della Marca sono rimasti scoperti oltre 110 posti di sostegno. Come mai? Essenzialmente perché la domanda ora supera di gran lunga l'offerta. E cioè non ci sono abbastanza docenti specializzati rispetto al numero di alunni disabili che dovrebbero essere seguiti. Paradossale? Senza dubbio. Soprattutto perché da una parte c'è la graduatoria del sostegno alle elementari esaurita dopo l'assegnazione di sole 70 supplenze, mentre dall'altra c'è quella per i posti comuni che in coda ha circa trecento insegnanti precari che rischiano addirittura di restare senza lavoro. «Finita l'euforia ora si fanno i conti: non ci sono posti in deroga e di fatto nessuno sa cosa succederà lunedì, quando comincerà la scuola, e quanti alunni disabili resteranno senza un sostegno minimo sindacale - conferma Giuseppe Morgante (Uil Scuola) - questo mentre nelle graduatorie per i posti comuni ci sono centinaia di docenti che sarebbero disposti a specializzarsi nel sostegno ma che, pur volendolo, non lo possono fare perché i corsi sono bloccati (diversa è l'abilitazione per chi arriva dalla laurea in Scienze della formazione, ndr)». Anche se è a loro che, alla fine della fiera, si rivolgeranno i prèsidi nel disperato tentativo di tappare i vari buchi per garantire una persona a fianco di un alunno disabile. Inevitabilmente senza specializzazione e in ritardo rispetto all'inizio dell'anno scolastico. Ma è sempre meglio di niente. «È un giro dell'oca assurdo perché alla fine ai dirigenti scolastici non resterà che pescare dalle graduatorie che restano, e così il sostegno verrà fatto fare a chi non è specializzato, anche se vorrebbe specializzarsi ma non può - conclude Morgante - invece di continuare a fare corsi di inglese su corsi di inglese si dovrebbe finalmente iniziare a dare agli insegnanti che lo vogliono la possibilità di specializzarsi nel sostegno, così da dare lavoro ma soprattutto un servizio indispensabile».
Mauro Favaro

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