Manca chi cambia la carta alle macchinette. Viaggiatori nel caos
Il degrado del trasporto ferroviario regionale è sotto gli occhi di tutti: i convogli in circolazione sono in cattive condizioni di pulizia e sono datati: le littorine risalgono a una quarantina di anni fa e perciò non sono esenti da guasti e se qualche pezzo di questi treni si rompe ormai - come succede per i vecchi modelli di auto - non si trovano praticamente più i ricambi. Se vi sono ritardi - o soppressioni di corse, spesso a sorpresa - le voci metalliche registrate diffuse nelle stazioni, ripetono sempre gli stessi motivi «per un guasto» o «per motivi precedenti», frase che non significa nulla. L´attegiamento dei passeggeri è ormai quello di chi si avventura per gli spostamenti con il trasporto locale come si trovasse in una giungla dove non sai mai cosa può capitare. I tagli sulla Brescia-Verona-Vicenza, piuttosto che quelli sulla Verona-Rovigo, Mantova-Monselice, Bologna-Brennero, compresi quindi i cosiddetti regionali veloci, hanno comportato forti disagi: i treni sono spesso sovraffolati e in ritardo. Eppure, alla base dei tagli di corse o di fermate non c´era l´antieconomicità del servizio? Sono anti economiche anche le biglietterie? Se è così, «che però si dia una valida alternativa ai passeggeri», tuonano i sindacati. «Per esempio», rivelano dalla Fit Cgil, «alcuni giorni fa, fu spostato il dipendente delle ferrovie che si occupava del cambio della carta dei distributori automatici a Verona. Risultato: otto macchinette bloccate e un caos totale». In pratica «si fa presto a dire tagliamo e spostiamo. Ma poi ci ritroveremo come in Inghilterra, con un trasporto ferroviario allo sfascio, perché via via privatizzato e che ora si vedono costretti a riconvertire alla gestione pubblica». Insomma, non tutti i servizi quando privatizzati - o regionalizzati - funzionano meglio. Anzi. E tra breve scenderà in campo la concorrenza che, anche se si misurerà con le Ferrovie sull´alta velocità, certo non rimpinguerà le casse dell´antica società ferroviaria italiana.D.A.