Ma l'obiezione non convince artigiani e commercianti

Spuntano proposte di tenore diverso

VENEZIA - La proposta fatta dalla Lega Nord di trattenere una quota del gettito spettante all'erario per « assistere » direttamente il Veneto nella difficile convalescenza che si prospetta dopo l'alluvione non piace a più di una categoria economica. A bocciarla senza ripensamenti sono sia Confartigianato che Confcommercio, per bocca dei loro stessi presidenti, che giudicano troppo rischioso azzardare un'avventura dal sapore illegale che, anche così non fosse, comporterebbe complicazioni tali da vanificare l'obiettivo proposto. « Con tutto il rispetto di chi è ancora sott'acqua e attende finanziamenti i più celeri possibile - dice Claudio Miotto ( in foto) presidente veneto dell'associazione artigiana - l'idea di Zaia è almeno un po' strumentale. Se esiste una norma che mi autorizza a versare parte delle mie tasse in un altro canale, allora qualcuno ce lo dica e ci indichi il numero di conto corrente da utilizzare. Nulla in contrario. Se così non è credo che nessuno abbia voglia di vedersela con l'agenzia delle entrate » . Miotto fatica anche a comprende le ragioni della polemica verso il Governo, accusato di non indirizzare al Veneto risorse adeguate al fabbisogno. « Io cercherei di tenere i toni bassi. Stiamo in queste ore cercando di riunirci per avere un'idea attendibile dei danni effettivamente occorsi alle nostre aziende, ogni cifra in questo momento sarebbe un azzardo. Perché prendersela con i ministri quando non hanno da noi ricevuto finora alcun documento? Su che base dovrebbero stanziare i finanziamenti? I 20 milioni sono certamente pochi ma mi sembra sia stato spiegato in tutte le sedi che si tratta di una prima tranche. Perciò, prima affidiamo al Governo richieste certe e documentate e poi, eventualmente, giudichiamolo. I ministri veneti in questo momento hanno bisogno del nostro supporto per capire bene in quale direzione muoversi » .
In casa Confcommercio la paura sta invece nel tempo che potrebbe trascorrere fra presentazione delle domande ed effettiva erogazione dei soldi richiesti. Potrebbero passare mesi, osserva il numero uno dell'organizzazione veneta, Massimo Zanon, se non anni. Ma c'è un sistema che la Regione potrebbe applicare e che è invece a portata di mano, basta decidere. « Perché non si sbloccano i finanziamenti romani utilizzando come garanzia, quei 25 milioni che Palazzo Balbi ha previsto da tempo per le imprese? I fondi potrebbero così essere erogati in maniera rapidissima dalle banche attraverso Veneto Sviluppo e i Consorzi fidi, in modo da anticipare in parte ciò che lo Stato poi risarcirà » . Anche da Zanon, infine, pollice verso nei confronti dello strumento dell'obiezione fiscale, definito dai commercianti veneti « demagogico » . « Condivido il principio - ammette il presidente - ma lo ritengo di difficile attuazione. La disobbedienza civile non farebbe che raddoppiare i conti » .

Anche il vescovo si schiera « È ora che il Veneto riceva »
Mons. Nosiglia: questa terra non va abbandonata

VICENZA - « É arrivato il momento che anche la gente veneta abbia un aiuto, ha sempre dato molto. Non va lasciata sola » . Ormai è in partenza per Torino, dove diventerà arcivescovo della terza diocesi più grande d'Italia, ma Cesare Nosiglia ( in foto) non ha perso il contatto con la popolazione che ha imparato a conoscere bene nei sette anni passati a capo della diocesi vicentina. Prima di andarsene, vuole ancora andare nei territori funestati dall'alluvione di Ognissanti, soprattutto a Caldogno: l'ha fatto sabato scorso e lo farà domenica. Intanto lancia un messaggio alle istituzioni, governo in primis. « L'ho visto in occasione del terremoto a L'Aquila e anche nelle varie emergenze nazionali e internazionali: i veneti sono generosissimi - afferma - ed ora che sono loro ad avere bisogno di aiuto credo sia giusto si trovino le strade per dar loro una mano. Non si può dire " il Nordest è ricco, si arrangi da solo": serve un impegno preciso e forte del governo centrale e delle altre istituzioni » .
Monsignor Nosiglia si riferisce a piani di intervento che, oltre a risollevare i vicentini e tutti i veneti colpiti dalle esondazioni, puntino alla prevenzione. Perché: « La natura non è matrigna e se viene rispettata non fa danni. A volte - prosegue il vescovo, anche vicepresidente della Conferenza episcopale italiana per il Nord Italia - ci si dimentica di questa cosa. Io credo si debba e si possa prevenire, ci vuole progettazione per il domani, la messa in sicurezza del territorio e ciò esige risorse finanziarie e progetti da portare avanti insieme » . Nosiglia non dimentica l'oggi e le famiglie disperate senza più casa. « Il Veneto non va lasciato solo, c'è già la crisi economica e questo aggravio rende la situazione ancora più pesante. Bisognerà, quindi, ci siano adeguati sostegni, del tipo di sgravi fiscali o mutui agevolati dal governo centrale e quelli locali » .
Nel Vicentino hanno subito diversi danni anche le chiese e la sede della Caritas, e domenica in tutte le parrocchie della diocesi sarà fatta una colletta in favore degli alluvionati. « La gente veneta - continua Nosiglia - è intraprendente e tira fuori la forza per uscire da tutto questo. I media nazionali hanno considerato questa alluvione minore, perché il Nordest è visto come ricco. Tuttavia, credo non si debba giudicare solo dall'esterno, bisogna andare a vedere cosa è successo. Io sono andato di persona, sono rimasto impressionato dalla forza dell'acqua. Alla gente servono forza e vigore ( anche se ci sono già), ma non solo parole » . Un ultimo pensiero va ai volontari, a chi si è rimboccato le maniche per ridare speranza a chi è rimasto in ginocchio. « Ho incontrato persone che mi hanno detto di non voler riaprire più la loro attività ma che nel coraggio dato loro dai volontari hanno ritrovato segnali di fiducia e intraprendenza » .

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