MUNICIPIO E LAVORATORI. Il presidente dell'azienda: «È una tempesta in un bicchiere d'acqua». Si allarga lo scontro sui precari dell'Amt
MUNICIPIO E LAVORATORI. Il presidente dell'azienda: «È una tempesta in un bicchiere d'acqua». Si allarga lo scontro sui precari dell'Amt
De Robertis: «Odioso tentativo di dividere i dipendenti» E sulle lavoratrici del museo anche la sinistra attacca il Comune
Si scatena la tempesta sui lavoratori precari dell'Amt non riassunti, anche se per il presidente dell'azienda, Massimo Mariotti «è una tempesta in un bicchier d'acqua». E continuano le prese di posizione a favore delle lavoratrici dei musei civici che non hanno più un contratto a tempo indeterminato, ma sono state riassunte da una nuova cooperativa con contratti co.co.pro semestrale.
Sull'Amt il consigliere comunale del Gruppo Misto Mauro De Robertis, del Partito socialista, assessore al personale nella Giunta Zanotto, contesta la gestione delle assunzioni nell'azienda con un'interrogazione scritta al sindaco. Sullo stesso tema ha presentato un'interrogazione il consigliere comunale Elena Traverso, del Pdl ex An, lo stesso partito di Mariotti, la cui carica è scaduta. Anche Franco Dusi, consigliere del Pd della Prima circoscrizione Centro storico, contesta le modalità di procedere dell'azienda. De Robertis cita il fatto che l'1 gennaio 2009 l'amministrazione esternalizzò il servizio dell'ufficio permessi per la Ztl dell'Amt, con gli otto dipendenti interinali, sei donne e due uomini, che lo svolgevano da anni, alcuni anche da otto.
«L'azienda nel frattempo ha comunicato che a fine mese alcuni di loro saranno assunti a tempo determinato e per i restanti sarà invece concluso il rapporto di lavoro», commenta, «ma quanto comunicato loro è solo un odioso tentativo di dividere i sette dipendenti, tanto più inaccettabile perché viene da un'azienda pubblica e perché si gioca sulla pelle della gente, in questo caso di persone di età media 45 anni, di cui cinque donne». De Robertis chiede dunque che «il Comune si assuma le proprie responsabilità nei confronti dei sette dipendenti dell'ufficio permessi ed eserciti fino in fondo il proprio ruolo nei confronti dell'Amt, che è sua proprietà, senza nascondersi dietro all'ipocrisia dell'autonomia della Spa», conclude, insieme a Fiorenzo Fasoli della Federazione della sinistra e a Giorgio Gabanizza di Sinistra ecologia e libertà.
Sul caso interviene anche Emiliano Galati, veronese, segretario regionale della Felsa Cisl, la categoria della Cisl che tutela il lavoro interinale. «È incredibile che nell'Amt abbiamo lavoratrici con alle spalle sette anni di lavoro interinale», dice in una nota. «L'esperienza, la competenza e la serietà professionale di queste lavoratrici meritano l'assunzione diretta in Amt tramite selezione pubblica. Basta a questo continuo ping pong, questa non è flessibilità, ma precarietà».
Il presidente dell'Amt Mariotti, però, rispedisce al mittente le accuse. «Noi avevamo ricevuto in eredità questi lavoratori interinali per l'ufficio permessi della sosta, ma nel frattempo il carico di lavoro è diminuito per il cambiamento di sistemi e non siamo più in grado di reggere i costi, come abbiamo detto loro. L'anno scorso abbiamo indetto un bando, ma si sono presentati solo in due». Mariotti conferma che l'Amt sta svolgendo colloqui per assumere personale. «Sono colloqui finali dopo una selezione, ma non c'entra nulla con il caso dei sette lavoratori. Stiamo assumendo tecnici per obiettivi precisi, come la filovia, o per gestire i 3.000 stalli blu della sosta in più. L'ufficio permessi avrà meno personale e comunque, quando il servizio andrà in gara, chi vincerà procederà a un dimensionamento del personale». Si allarga, intanto, il fronte contrario alle scelte del Comune per le lavoratrici dei musei, ridotte da 24 a nove dopo il nuovo bando assunto da Silvana Editoriale. Fasoli della Federazione della sinistra e Gabanizza di Sinistra ecologia e libertà - presenti De Robertis e le lavoratrici - contestano la gestione del servizio da parte del Comune e le modalità di assunzione, che prevedono «oltre a ridurre il numero di persone addette, che lavoreranno dalle 24 alle 28 ore settimanali domeniche incluse, a 700 euro al mese, anche l'assunzione di sei apprendisti, che quindi dovranno gestire le biglietterie dei musei», dicono. «Ma è così che il centrodestra gestisce i lavoratori pubblici?».E.G.