Lungo il Brenta Cig in calo e nessun tagli. Il polo della calzatura oltre la crisi con reti d'impresa e innovazione

Mengazzo (Acrib) «La Cassa ordinaria richiesta nel 2010 diminuisce del 35% Intatta l'occupazione»

STRA. Sprazzi di luce oltre il buio della crisi per i calzaturieri della Riviera del Brenta. A parlare di un primo segnale positivo è Gianpiero Menegazzo, direttore dell'Associazione che riunisce i calzaturieri del Brenta, che in occasione del convegno di ieri a Stra «Innovazione e nuovi modelli di sviluppo» ha parlato della diminuzione del ricorso alla Cig come di un valido termometro congiunturale. «Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria è in diminuzione del 35% nel 2010 rispetto al 2009 - spiega Menegazzo - questo non significa certo che il lavoro sia in aumento, ma è comunque un segnale importante. Questa febbre sta diminuendo, è già un inizio». Sempre salda la quota percentuale di export targato Riviera del Brenta, che rimane aggrappata al 90%, per una produzione mirata a calzature di alta qualità. Un distretto che, secondo Menegazzo, negli ultimi due anni ha mantenuto intatto il proprio bacino di 12 mila addetti grazie al lavoro di squadra tra aziende e sindacati. «La nostra forza - sottolinea il direttore di Acrib - è il lavoro congiunto. Siamo riusciti a evitare quanto successe negli anni '90, quando, oltre a ricorre alla cassa integrazione, si usarono massicciamente anche i licenziamenti. Al contrario oggi non solo possiamo dire che non si licenzia, ma anche che i nostri associati continuano ad assumere». Due o tre nuovi contratti all'anno, non certo migliaia di posti di lavoro, ma per aziende con un massimo di 35 dipendenti, le assunzioni sono un altro segnale da tenere in considerazione. «Sono segnali di un settore, il calzaturiero, che durante la crisi qui è stato capace di mettere in pratica idee vincenti come l'aggregazione in reti d'impresa» commenta Fabio Aromatici, direttore dall'Associazione nazionale calzaturieri italiani. Un distretto, quello della Riviera, che ha saputo tenere duro, come dimostra la ricerca commissionata dall'Anci allo Studio Ambrosetti, su un campione di 40 aziende della Riviera, con un fatturato globale intorno a 360 milioni. «I dati dimostrano che nel 2009 le aziende della Riviera hanno perso il 10% del fatturato sul 2008, una situazione che tuttavia oggi è in ripresa» spiega Flavio Sciuccati, responsabile della ricerca. La Riviera mantiene infatti un alto indice di valore (18,6%), un livello di indebitamento pressoché invariato (-0,1%) e una redditività di poco diminuita (-1,5%). Tutti elementi che permettono alla Riviera di posizionarsi tra i più interessanti distretti italiani.
Secondo gli ultimi dati disponibili (2009) tra calzaturifici, aziende manifatturiere accessori, modellisti e ditte commerciali il numero di aziende della Riviera raggiunge 710 unità (493 in provincia di Venezia e 217 a Padova), pari al 66,1% del totale veneto. Gli addetti del distretto sono 11.947 e producono 20 milioni di paia di scarpe. Il fatturato del polo del Brenta raggiunge 1.728,26 milioni, pari al 48,8% del sistema veneto e al 13,2 per cento di quello nazionale.
Sabrina Pindo