"Lucente", Kuhar invoca la collaborazione dei sindacati.

Venerdì 7 Maggio 2010 - Vicenza - La "Lucente", ditta orafa di Marchesane con 82 operai in cassa integrazione, dopo aver incontrato sette banche per ottenere un finanziamento per far ripartire l'attività (nel prossimo summit di metà maggio gli istituti creditizi faranno sapere se sono disponibili al piano di ristrutturazione), l'altra mattina, ha aperto le trattative coi sindacati.
«Siamo tutti nella stessa barca - commenta Marino Kuhar, titolare della ditta - tra la proprietà ed i sindacati deve esserci collaborazione. Sarà chiusa la sede di Trissino e 15 dipendenti verranno a lavorare a Bassano, mentre 30 operai del Bassanese rimarranno a disposizione dell'azienda. Auspico la ripresa del mercato per l'integrazione di tutte le maestraenze. Naturalmente dipenderà dai prossimi incontri con le banche». Kuhar non esclude contratti flessibili e di solidarietà: «Penso troveremo un accordo».
Il sindacalista Cisl, Adriano Poli, riferisce: «Ci siamo concentrati sui disagi del lavoratori di Trissino che verranno a Bassano, abbiamo chiesto un'indennità chilometrica e la mensa. Ma non abbiamo raggiunto nessun accordo: la proprietà ci ha detto che è presto per una definizione».
La prossima riunione è in calendario per il 14. E sui contratti solidali prospettati dal titolare: «Abbiamo affrontato solo una questione - spiega Poli - Kuhar ha evidenziato che i due dipendenti che svolgevano il lavoro di centralinista e fattorino possono rimanere, ma sono sufficienti 12 ore, quindi per ognuno l'orario sarà ridotto a 6».

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