Lorenzon (Cisl) : «Per certi mestieri avremo sempre bisogno di loro»

Lorenzon (Cisl) : «Per certi mestieri avremo sempre bisogno di loro»
Mercoledì 27 Ottobre 2010, Treviso - Magari ne richiamerà meno dall'estero e prima dovrà sistemare quelli già presenti e rimasti senza lavoro. Ma l'economia, anche post-ripresa, continuerà ad aver bisogno di stranieri. Ne sono convinti i sindacati trevigiani. «In un decennio siamo passati da diecimila a centomila immigrati - spiega Franco Lorenzon della Cisl: continuare con questi tassi di crescita non sarebbe sopportabile socialmente e non giustificato economicamente». Ma il leader sindacale non pronostica l'estinzione della manodopera straniera: «Ci sarà una riduzione nel manifatturiero ma di certi mestieri artigiani, di figure come cuochi, camerieri, o nella sanità e nell'assistenza, ci sarà ancora necessità». Lorenzon, però, avverte: «A regolare l'immigrazione è l'evoluzione del mercato e non le decisioni politiche. Siamo passati da un »eccesso", con meno del 3% di disoccupati, delocalizzazione, forte immigrazione, ad una crisi doppia: congiunturale e strutturale con il riposizionamento del sistema produttivo e la redistribuzione della ricchezza su scala mondiale".
Anche Paolino Barbiero della Cgil non si scandalizza: «L'ho detto due anni fa: inutile parlare di flussi di immigrazione quando sta crescendo la disoccupazione e i primi a perdere il posto sono proprio gli immigrati. Non forniamo un ulteriore elemento alla grancassa di chi, come la Lega, alimenta il mercato della paura: meglio, in questa fase, congelare i flussi». Secondo Barbiero, tuttavia, si continua a trascurare l'altra faccia del problema: «Non si può certo pensare di mandar via chi è stato chiamato qui per lavorare in catena di montaggio o per spennare polli. Ne si può abbandonarlo a se stesso: bisogna intervenire su quella sacca di lavoratori con una formazione mirata. È necessario dare nuove prospettive ai disoccupati. Iitaliani e immigrati»