Lo sciopero degli immigrati non trova adesioni
Martedì 2 Marzo 2010, Treviso - Le associazioni di immigrati di altre province hanno criticato la scelta dei "colleghi" di Treviso di non aderire allo mobilitazione dei lavoratori non italiani, andata in scena ieri in una sessantina di città italiane, in contemporanea con diversi paesi europei.
In qualche caso, ci sarebbero state anche pressioni perché venisse rivista la decisione di non partecipare allo sciopero "in giallo" (colore che identificava l'iniziativa).
Ma nel trevigiano alla logica degli autoconvocati "Senza di noi per 24 ore" (con il sottointeso obiettivo di far capire cosa comporterebbe la mancanza dei lavoratori da oltre confine per il sistema produttivo e sociale) si è preferito contrapporre un richiamo all'integrazione: "Tutti insieme, tutti i giorni".
"Sono stati gli stessi rappresentanti delle associazioni di migranti a proporci di fare qualcosa di diverso dallo sciopero - spiega Alfio Calvagna, della segreteria provinciale Cisl - Proprio perché ritenevano senza senso un'operazione che avrebbe finito per dividere stranieri e italiani".
Dopo le polemiche per i tafferugli con esponenti (anche extracomunitari) dei Disobbedienti, durante la manifestazione sull'immigrazione promossa da Cgil, Cisl e Uil l'anno scorso, i confederali ribadiscono dunque la linea di collaborazione con le istituzioni. Nelle aziende non si segnalano comunque particolari astensioni dal lavoro (non essendo l'agitazione indetta secondo norma, si sarebbe trattato di semplici assenze).
mzan