Lettere. Un appello da Ca' Foscari
La scuola va protetta Si è tanto parlato della riforma Gelmini, una riforma che è servita solo a far tornare i conti dello Stato, con un taglio di 8 miliardi di euro, si poteva tranquillamente chiamarla riforma Tremonti perché altro non è che una riforma economica. Ognuno di noi faceva delle previsioni perché la certezza di quello che sarebbe successo con questa riforma nessuno poteva saperlo, e avere dei dati certi. Ora ci sono le certezze ci sono i numeri, migliaia e migliaia di insegnanti e personale amministrativo e collaboratori scolastici che hanno perso il posto di lavoro. Oltre a un vero danno alla scuola italiana, anche un danno al mondo del lavoro, perché con questa riforma si sono creati migliaia e migliaia di disoccupati, che ora non hanno più la speranza di passare da precario a stabile. Lavoratori che anche se precari svolgevano la loro attività con grande professionalità verso i nostri figli. Si deve puntare a salvaguardare l'eccellenza della scuola con progetti mirati a sviluppare a pieno la potenzialità dei nostri figli, con compresenze di insegnanti, con uscite di istruzione, un paese che non investe nella scuola non ha futuro. La scuola deve garantire la possibilità di sviluppare al massimo e valorizzare le capacità di ogni studente nessuno escluso, solo così potrà dire di aver fatto la propria parte. Deve essere chiaro che ai genitori sta a cuore una scuola eccellente che sappia dare un futuro ai nostri figli. Albino Pesce consigliere comunale PD Mira Un appello da Ca' Foscari Il 1º dicembre è avvenuto il cambio d'appalto nelle portinerie di Ca' Foscari e i lavoratori, che fino al 30 novembre avevano svolto le loro mansioni in questo appalto, oggi si trovano estromessi e disoccupati. L'Ati (Associazione Temporale d'Imprese) Guerriero - Prodest, ditta che è subentrata nell'appalto a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato, ha proposto ai lavoratori delle portinerie un contratto, a dir poco, vergognoso. Un contratto che prevede un compenso di 794 euro lordi al mese per 45 ore di lavoro settimanali. Ma non solo, in questo appalto ci sono soltanto tre dipendenti full time e tutti gli altri sono part-time (con uno stipendio ancora più basso). Questo è possibile perché hanno usato la figura del lavoro discontinuo, e quindi su 45 ore svolte, ne vengono pagate soltanto 40. Il lavoro nelle portinerie di Ca' Foscari non è discontinuo e ciò sarebbe già una ragione per non ammettere questa Ati nell'appalto. Ma ci sono anche altri motivi: nel cambio d'appalto, la ditta subentrante è obbligata ad assumere i dipendenti con più di quattro mesi d'anzianità nell'appalto. Questa nuova ditta non ha sottoposto il contratto almeno a quattro di questi lavoratori e, pur avendo ricevuto i contratti firmati di tutti gli altri, non ha dato risposta e ne ha assunti di nuovi. Conseguenza: i portinai di Ca' Foscari sono disoccupati. Ricordiamo qui che, nel capitolato d'appalto, ci sono alcune clausole risolutive, tra queste il non rispetto dell'assunzione dei lavoratori impegnati nell'appalto. Questa situazione, a nostro avviso, si è verificata. Il nuovo Rettore e la nuova dirigenza, hanno dimostrato la loro disponibilità su questa questione, ma è arrivato il momento di prendere una decisione forte perché non c'è più tempo: cinquanta famiglie sono per strada. Tutti noi ci auguriamo che il lavoro svolto fino ad oggi dal nuovo Rettore, possa materializzarsi in una rapida azione concreta.
Lavoratori Portinerie / Rsu di Ca Foscari / Venezia