Lettera
Sindacati/1. Costan, assemblea o carnevalata?
Ennesima carnevalata sindacale, il periodo è quello giusto.
Assemblea di 60 minuti alla Costan di Limana indetta dalla Uilm-Uil, ospite d'eccezione Bruno Deola della Cisl-Fim. Oggi siamo ridotti a questo: chissà come mai non era ospite Alessandro Da Rugna della Fiom-Cgil. Presenti poco più di 50 lavoratori su 900 dipendenti: due dormivano, tre su nove i delegati presenti. Argomento del giorno le ragioni di Marchione e della Fiat.
Deola, da ospite, giustamente si è preso 40 minuti per spiegarci che: 1) la Fiom non accetta i risultati dei referendum; 2) gli operai della Fiat hanno paghe favolose e ora saranno ricoperti ancor di più da migliaia di euro; 3) l'operaio Fiat è un po' furbetto, è sempre in malattia e ha poca voglia di lavorare nonostante le condizioni di lavoro siano migliorate rispetto agli anni 70; 4) perché fare tanto casino se anche nella nostra provincia e nel resto d'Italia Fiom-Fim-Uilm hanno firmato accordi peggiori di questo.
Ma il colpo di scena è nel finale: interviene Paolo Da Lan, visibilmente stanco, e si mette a urlare che ne ha le palle piene di chi non ha voglia di lavorare. Se uno non ne ha più chieda il part-time, che mi risulta servire ad altro, ma chissà a cosa stava pensando.
Sorgono alcune domande a questo punto: cosa spinge un rappresentante dei lavoratori a portare avanti in Italia i bisogni della Fiat? Cosa spinge un sindacalista a gridare in un'assemblea di operai che è stufo di sentire i lavoratori lamentarsi?
A parte il fatto che sentirsi dire da un sindacalista con le mani più lisce del culetto di un neonato che bisogna lavorare di più, fa molto arrabbiare, ma ha ancora senso che questa gente firmi contratti pur sapendo di rappresentare poche decine di persone? Non è ora di cambiare la legge sulla rappresentanza sindacale? Ha senso avere una marea di sigle sindacali che non rappresentano nessuno?
Diego De Toffol